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È un Beaufort ma non è Beaufort

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Petillement Vôtre

O meglio. Le Petit Beaufort di Alice Beaufort ha molte ragioni di essere collegato ai “folli” champagnes di André  Beaufort, soprattutto a quelli di Polisy, nell’Aube. Fosse anche per la parentela. Madame Alice è la moglie di Quentin, uno dei fratelli che gestiscono attualmente la ben nota e conosciuta Maison.

È champagne o non è champagne?

In etichetta è riportato “Vin Effervescent” perché la petit maison si trova a pochissimi chilometri oltre il confine dell’Aube, non più Regione Champagne-Ardenne ma Bourgogne, anzi meglio dire Pays Châti llonais e quindi non può portare in etichetta la dizione Champagne.

Allora è un Cremant de Bourgogne?

No! Nient’affatto! Perché il procedimento semi-ancenstrale ci riporta ai principi, aggiungo “esasperati” di una coltivazione, procedimento delle fermentazioni, del tutto particolari ed ispirati ai principi dei “Beaufort”.

È un Côte d’Or?

La risposta è affermativa se diamo il giusto valore geografico. Spesso, oserei dire sempre, intendiamo la  Côte d’Or come la dorsale collinare che si estende sotto Digione fino a Chagny ed è divisa in Côte des Nuits e Côte de Beaune, la Borgogna vitivinicola per eccellenza.

Invece, dal punto di vista geografico, “La Côte-d’Or, è un dipartimento francese della regione Borgogna-Franca Contea. Confina con i dipartimenti dell’Aube a nord, dell’Alta Marna a nord-est, dell’Alta Saona a est, del Giura a sud-est”. Lo sapevate?

Quindi Pothières (il nome del piccolo paese di circa 900 anime nella parte Nord della Regione Côte d’Or) dove ha sede la piccolissima Maison di Alice, è il fortunato luogo dove si trovano Vini Effervescenti vere chicche dell’enologia mondiale.

L’altra sera al Ristorante Pesce Briaco di Lucca dell’amico “oste” Andrea Maggi, un carissimo sommelier (Eze) mi ha fatto assaggiare alla cieca il Millesimato 2011. Devo dire, ad onor del vero, che sono rimasto perplesso di fronte a questo vino non riuscendo a collocarlo tra i miei conosciuti.

Come ho “candidamente confessato” ad Eze non ho osato dire una “corbelleria”. Stavo, pur non convinto, per sparareè un rosé venuto male di André Beaufort”.

La sorpresa: un vino effervescente con gradazione bassa (solo 11%), di colore “molto strano” tra un rosé scarico tendente all’ambrato (mi ha ricordato il colore dell’ambra lettone) e una sensazione olfattiva tra paglia secca, bucce macerate, nespole mature e toni dolciastri. Al palato buona le freschezza, carbonica ricca di effervescenza, ritorni olfattivi evidenti. Insomma rimani colpito da tanta “esclusività” e cerchi risposte in quelle fermentazioni e conduzioni in cantina.

Conduzione biologica, vendemmia cento giorni dopo la fioritura (è un “segreto”, non si deve sapere!), preparazione del Vin Clair, pinot noir 50% e chardonnay 50%, in legno usato (3-4 passaggio), solo 9 mesi sui lieviti e aggiunta di zucchero d’uva concentrato.

Qualcuno ha definito Petit Beaufort millesimé 2011 “una complicazione olfattiva e gusto-olfattiva”. Condivido l’espressione in riferimento agli Champagne.

Non la condivido per niente se colloco questo vino nella sua realtà territoriale. Nessun confronto.

Uno champagne che non è uno champagne, un Cremant de Bourgogne che non è un Cremant de Bourgogne, un Vin della Côte d’Or che non è della Côte d’Or.

È Petit Beaufort di Alice Beaufort da Pothières. Petillement Vôtre.

Urano Cupisti