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Tour nel Bordeaux: l’inizio. Domaine le Chevalier

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Le Jardin secret dans les Graves. Bordeaux, il grande territorio del Bordeaux

Hic uva, ubique nomen (qui l’uva, il nome ovunque). Forse una frase degli antichi Romani, forse attribuibile al poeta Ausonio, primo o secondo (non importa) vignaiolo bordolese che conosciamo o, molto più probabile, uscita dalla penna di qualche dotto abate benedettino trovata nei racconti scritti celati nelle biblioteche delle Abbazie.

Al di là delle Storie e Leggende sappiamo che la Regione vitivinicola del Bordeaux si è formata in epoche successive. Prima la Riva destra della Dordogna con Saint Emilion e Pomerol, in seguito il vasto territorio delle Graves, a dud della città di Bordeaux e ultimo il Medoc, un’immensa palude bonificata dagli olandesi verso la metà del ‘600, oggi terra dei nobili vini della rive gauche della Gironde.

Il vinovagare tra gli Châteaux è iniziato dal vasto comprensorio delle Graves posto a sud della città di Bordeaux sulla riva sinistra del fiume Garonne e più precisamente dal Domaine de Chevalier nell’area ristretta di Pessac-Leognan. Terre di “rossi” ma anche dei migliori “bianchi bordolesi” che trovano nei vitigni Semillon e Sauvignon Blanc le massime espressioni.

Un giardino segreto nelle Graves. La filosofia aziendale. Motto che risulta evidente dall’approccio che il visitatore ha nel percorrere il vialetto che porta al Domaine.

Scrigno di vigne protette da una foresta, una sorta di jardin secret che cela i cru d’excellence. E per capire i segreti serve la conoscenza dell’identità del terroir con il suolo complesso, l’idroclima della Garonne, i vitigni Cabernet Sauvignon (in maggioranza), Merlot e Petit Verdot  per i rossi,  Sauvignon Blanc e Semillon per i bianchi, le tecniche di cantina indirizzate all’utilizzo di diverse barriques che formano il successivo passaggio dell’assemblaggio.  In particolare i Bianchi che dopo la pressatura continuano il loro percorso nell’immediatezza delle barriques per circa 24 ore e a seguire, sempre in questi contenitori, l’elevage sur lies con molti batonnage per diversi mesi ed infine un affinamento per sei mesi ancora in altre barriques per andare in bottiglia nella primavera successiva.

Già, les Graves. Perché il successo parte da qui. Dal terreno particolarmente ciottoloso e sabbioso che ha reso possibile la produzione di questi vini di particolare pregio. Drenaggio perfetto con funzione autoregolatrice della temperatura e dell’umidità proveniente dall’ampia zona alluvionale della Garonna che, nel corso dei millenni, ha depositato enormi quantitativi di materiale calcareo-pirenaico  strappati alla montagna dalla violenza delle acque e trascinati a valle per parecchi chilometri lungo il suo alveo. Aggiungiamo l’escursione termica tra il giorno e la notte ed ecco svelato il segreto nell’ottenere vini a bacca bianca eleganti e vini rossi pieni, strutturati adatti all’invecchiamento.

Ed allora assaggiamo un bianco e un rosso. Un bianco del 2007 e un rosso del 2008. Sveliamo i segreti di due grandi vini del Jardin Segret del Domaine de Chevalier.

Domaine de Chevalier Grand Cru Classé de Graves 2007. Il Bianco delle Graves, il Bianco del Bordeaux. Sauvignon Blanc 70% e Sémillon 30%. Giallo tendente al dorato gira nel calice con decisa consistenza lasciando traccia abbondante. Naso da subito elegante nella verticalità. Seducente nella finezza floreale e fruttata che lascia spazio a diffuse sfumature minerali. Al palato è apprezzabile la dinamica fresco sapida in equilibrio con le morbidezze. Il legno è avvertito solo in fugaci accenni, quasi allusioni. Lungo con ritorni retro-nasali in linea con l’impatto olfattivo. Un grande bianco di elevata fattura. Voto 94/100

Domaine de Chevalier Grand Cru Classé de Graves 2008. Le Rouge. Il Pessac-Leognan rosso che ti aspetti.  Cabernet Sauvignon 68%, Merlot 30% e Petit Verdot 2%. Anche qui è le graves che imprimono il passo. Colore rubino intenso, impenetrabile. Naso su un fruttato composto da cassis, more e lamponi, nobili sensazioni vegetali, note balsamiche e speziate. Al palato è pieno ed avvolgente con tannini fitti e ordinati. Persistente. Voto 90/100

A margine dei due vini maggiormente rappresentativi ho degustato un Grand Vin Blanc Sec, Clos des Lunes, Lune d’Argent 2015, proveniente da una vigna di proprietà nel Sautèrnes. Non un muffato ma un vino secco di pregevole fattura. Definirei piacevole.

Con il Domaine de Chevalier ho iniziato il percorso nel Bordeaux. Con le Graves l’approccio alle diversità dei territori. Con il Grand Cru Classé  Bianco, misterioso, meno conosciuto ma di eccellente livello, il mondo dei bianchi del Bordeaux. Chapeau!!!

Urano Cupisti

 

Nelle foto, dall’alto:

La vigna e il cavallo

I cementi