Tenuta di Bibbiano. Tommaso Marrocchesi Marzi
Tenuta di Bibbiano. Tommaso Marrocchesi Marzi

Una degustazione verticale che ha consentito di vivere appieno l’identità del Chianti Classico, grazie ad una declinazione nel tempo e nei calici di quanto eleganti e precisi siano questi vini. Il tutto accompagnati dalla passione e dalla professionalità di Tommaso Marrocchesi Marzi, quinta generazione della famiglia proprietaria della Tenuta di Bibbiano dal 1865, ma già contemplata nel catasto fiorentino del 1498 della Decima Repubblicana.

Tenuta di Bibbiano. Un momento della degustazione al ristorante Bulk
Tenuta di Bibbiano. Un momento della degustazione al ristorante Bulk

Il luogo scelto è ideale, il Bulk di chef Giancarlo Morelli, è intimo elegante e comodo, impreziosito da una cucina che, nei piatti scelti a seguire la degustazione, si rivela ogni volta concreta e di gran gusto.

Vigna del Capannino e Vigne di Montornello, sono i due Chianti Classico Gran Selezione divenuti simbolo della Tenuta di Bibbiano e protagonisti della Verticale iniziata per entrambi dal 1997. Interessante la continuità stilistica e la cura dei dettagli enologici delle due diverse mani.

Quella di Giulio Gambelli, che ha lavorato a Bibbiano fino al 2005 e quella di Maurizio Castelli che prende le redini enologiche della cantina nel 2015. Un lavoro che non stravolge, ma asseconda, i principi di territorialità ed espressione che restano i medesimi. Assistito da un team di professionisti di grande talento con Luca Felicioni e Filippo Trovarelli.

Il racconto di Marrocchesi Marzi

La Tenuta di Bibbiano si sviluppa all’interno di 220 ettari di proprietà, tutti certificati biologici, 40 dei quali sono dedicati alla viticoltura, dove domina l’allevamento del Sangiovese, ma che contempla anche la presenza di Canaiolo, Malvasia Nera, Ciliegiolo e Colorino, tra le varietà a bacca nera, e Trebbiano, Grechetto e Malvasia del Chianti, tra quelle a bacca bianca. Tra le peculiarità della tenuta vi è anche la presenza di un biotipo di Sangiovese Grosso selezionato con l’Università di Firenze: un vero e proprio clone-monopole, portato qui da Montalcino.

«Bibbiano si trova nel comune di Castellina in Chianti, nel bellissimo territorio del Chianti classico, affascinante, romantico diversissimo nei suoi circa cinquantamila ettari tra Siena e Firenze, ed esteso sul territorio di otto comuni». Così Tommaso Marrocchesi Marzi, inizia a raccontare e raccontarsi.

«Più della metà degli ettari che compongono la denominazione sono bosco, con “wild agricolture” biologica non convenzionale, senza la presenza stabile dell’uomo. Settemila ettari sono iscritti all’albo di produzione e altri duemila iscritti all’albo igt indicazione geografica tipica Toscana.

Tenuta di Bibbiano
Tenuta di Bibbiano

La mia azienda – prosegue Marrocchesi Marzi – ha fatto una scelta precisa già con Giulio Gambelli, del quale cadono quest’anno i cento anni dalla sua nascita, coinvolto da mio padre e da me con un insieme di principi alla base della enologia dell’azienda., nei quali credevamo allora e crediamo oggi.

Una sorta di inno al territorio, Bibbiano si trova a trecento metri di altitudine, verso Monteriggioni, nella solarità della geografia di Castellina. Sul versante verso sud ovest troviamo vigneti e uliveti con un lento dissiparsi della matrice del bosco per sfociare in campi aperti, caratteristica del fondovalle del fiume Elsa.

Il lato ovest è più silvestre, più chiuso, ricorda come espressione stilistica Radda e Gaiole, rispetto a Castellina. Terreni fluidi, argille sciolte, alberese, frantumi, incastri di gesso e terre rosse, sabbie, limi. Questa è la terra di Bibbiano».

Il proprietario di Tenuta di Bibbiano, spiega, successivamente, come nasce “Vigna del Capannino”.

Tenuta di Bibbiano. Il vigneto
Tenuta di Bibbiano. La vigna

«Nel 1988, a Bibbiano decidiamo di produrre un vino da singolo vigneto “Vigna del Capannino” appunto, il nome era quello con il quale mio padre Alfredo spiegava dove si trovasse la vigna. Ebbe inizio un percorso nuovo con botti nuove e una lavorazione dedicata.

Anche dietro suggerimento di Gambelli, amico di mio nonno, che era, fin da ragazzo, nel cerchio ristretto di Tancredi Biondi Santi che lo stimava molto. Fu Gambelli a piantare la “Vigna del Capannino” con i cloni di Montalcino. E fu piu tardi Franco Bindi Santi a proporre di imbottigliare la singola vigna».

Note di degustazione

Tenuta di Bibbiano. Gran Selezione Vigne di Montornello 1997
Tenuta di Bibbiano. Gran Selezione Vigne di Montornello 1997

Chianti Classico Gran Selezione Vigne di Montornello 1997
Al naso grande profondità e vigore, dopo 28 anni una tensione ancora ben chiara e presente, note balsamiche, speziate e il frutto percepibile con morbidezza. Il sorso scende con serietà e freschezza. Piacevole l’equilibrio di acidità ed eleganza.

Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Capannino 1997
Al naso una notevole freschezza e vitalità, caratterizzano il panorama olfattivo. Profumi e sentori precisi, diretti, speziati. Il sorso è del tutto pieno, di grande eleganza e vitalità, lungo e dalla fascinosa lunghezza.

Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Capannino 2005
Piogge fresche di inizio estate che hanno condizionato i tempi di vendemmia. Il naso è meno preciso e di minore intensità, ma resta di piacevole stile e aromaticità. Il sorso è intrigante e di bella fattura, con una permanenza molto interessante.

I tre vini successivi sono creazioni di Maurizio Castelli.

Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Capannino 2015
Naso ampio composito, molto ben articolato. Presenza del frutto e delle note aromatiche. Il sorso è di grande piacevolezza, profondo rotondo di matrice raffinata e piena.

Tenuta di Bibbiano. Gran Selezione Vigna del Capannino 2015
Tenuta di Bibbiano. Gran Selezione Vigna del Capannino 2015

Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Capannino 2016
Al naso qualche eccesso di ruvidezza, ma con bella distensione generale. Freschezza del sorso, ampio e concreto. Lunghezza ed espressività che permangono con notevole bellezza.

Chianti Classico Gran Selezione Vigne di Montornello 2019
Naso molto elegante, morbido con le note speziate dolci e il frutto pieno. Il sorso è di apertura al gusto e di bella intensità. Meno ampio e profondo del Capannino, ma di moderna soddisfazione. Un vino contemporaneo di ottima bevibilità.

Si chiude stappando il Chianti Classico Riserva Marzi 2022 e il Chianti Classico 2024 che consegnano entrambi l’immagine della continuità dello stile e della grande capacità di Bibbiano di rappresentare con efficacia vinicola il territorio.

Tenuta di Bibbiano. Chianti classico Riserva
Tenuta di Bibbiano. Chianti classico Riserva

Notevole anche il bianco “Listrice”, un blend di Malvasia Bianca del Chianti e Trebbiano dal carattere verticale e dalle belle note aromatiche.

Tommaso Marrocchesi Marzi saluta con la notizia che il prossimo futuro potrebbe vedere l’arrivo di altri due “Cru” da due singole vigne. Una di Sangiovese e Ciliegiolo ed una di Sangiovese piantata sul lato nord. «La cui esposizione potrebbe essere una bella sfida al cambiamento climatico» chiosa Tommaso.

Andrea Radic