Home Degustazioni Tenuta del Travale. Il Nerello mascalese calabro

Tenuta del Travale. Il Nerello mascalese calabro

0
19
Nerello Mascalese

“Il perfetto paese è quello al quale niente manca delle felicità naturali, et abbonda d’ogni cosa necessaria all’uso della vita humana”. Benvenuti in Calabria, benvenuti in località Travale a conoscere le vigne di Nerello Mascalese e Cappuccio calabro.

Ho conosciuto l’azienda durante l’evento svoltosi nel mese di maggio a Lido di Camaiore: Terre d’Italia, Vini d’Autore.

Una manifestazione dove gli amici “dell’Acquabuona” capitanati da Fernando Pardini,  si adoperano nel presentare “una selezione scontata di interpreti in grado di riassumere tutta una coralità di ‘voci’ stilistiche, in modo da richiamare a pieno titolo la qualifica d’autore”.

Questo per dire cosa: si entra nelle sale dell’Una Hotel di Lido di Camaiore e ti trovi davanti aziende selezionate provenienti da tutte le regioni italiane che propongono solo Vini d’Autore.

Emiliano Falsini, l’enologo

E Tenuta del Travale è una di queste.

“I vini di Tenuta del Travale esprimono i tipici caratteri varietali del Nerello Mascalese coltivato in altura, colore rubino con riflessi leggermente aranciati con un quadro aromatico in cui spiccano note fruttate di ciliegia matura impreziosito da leggeri sensazioni balsamiche, speziate di cioccolata amara.

La bocca è austera, fine con tannino fermo, deciso e di grande tessitura che nel corso del tempo permetterà al vino di evolversi affinandosi e garantendo la tipica eleganza e longevità dei grandi vini a base di Nerello Mascalese”. Parola di Emiliano Falsini, il giovane enologo toscano che segue l’azienda.

L’Azienda

Come sempre prima degli assaggi ho ricercato dati, notizie utili a presentare l’azienda.

“La Tenuta del Travale nasce nel 1993, quando i suoi proprietari rilevano un fondo ormai abbondonato trasformandolo radicalmente. Nell’anno 2007 l’antico vigneto, ormai pressocché improduttivo, viene completamente espiantato.

Due ettari, posizionati su due opposti versanti, di pari estensione, vengono terrazzati seguendo il naturale declivio e quindi reimpiantati con le attuali varietà di nerello mascalese (80%) e nerello cappuccio (20%), incorniciati da un uliveto secolare”.

Tenuta del Travale

Devo dire che come presentazione è stata non male”.

Due ettari di vigna nei cinque ettari di proprietà a circa 500 metri slm. In un territorio storicamente molto vocato.

“La coltivazione è interamente a mano, anche perché obbligata dalla sensibile pendenza dei terrazzamenti, con una resa per pianta volutamente molto contenuta. La vigna, in ragione della sua ubicazione, è esposta al sole per tutto l’arco della giornata e risente di importanti escursioni climatiche anche per l’influenza della vicina Sila”.

E poi la rivendicazione del termine autoctono, per i nerelli, da ricercare nella storia di questo vitigno.

Il logo

“Il nostro intento è stato quello di riappropriarci della tradizione storica e di assecondare la naturale inclinazione del territorio. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicarci ad un prodotto tristemente dimenticato, ma dal sapore inconfondibile”.

Gli assaggi

A questo punto era arrivata l’ora degli assaggi, vuoi per le parole dell’amico nonché enologo Emiliano Falsini, vuoi per la presentazione appassionata dei proprietari.

Euleteria 2016. Nerello mascalese e Nerello cappuccio, fermentazione in inox e affinamento minimo di 18 mesi in legno di rovere di Allier (barrique) e Tonneaux di castagno. Trascorre sei mesi di ulteriore affinamento e riposo in bottiglia prima di essere commercializzato. Sviluppa un titolo di 14%.

Annata dalle escursioni climatiche perfette. Rubino consistente, naso impostato su ciliegie e more, sentori di spezie scure, tabacco. Al palato profondo supportato da tannini vellutati. Eccellente, voto 91/100

Euleteria 2015. La differenza è tutta nella vendemmia e nell’anno in più. Sorso rigoroso e aristocratico con una vitale vena acida accompagnata da lunga persistenza. Eccellente, voto 90/100

Stando alle conoscenze critiche, il territorio calabro sfida i decenni sull’onda del ritrovato successo del suo vitigno di riferimento: il Gaglioppo.

Tenuta del Travale ha preferito, con il suo impegno  vinicolo, ripercorrere “quel sentiero antico” alla riscoperta del vitigni originari: i Nerelli. Ci sono riusciti? Diciamo che sono sulla buona strada e i voti contenuti nell’eccellenza lo dimostrano. Chapeau!!! 

Urano Cupisti

Assaggi effettuati il 19 maggio 2019

 

Tenuta del Travale

Loc. Travale, 13

Rovito-Cosenza

Tel:0984 433541

info@tenutadeltravale.it

www.tenutadeltravale.it