Un viaggio tra sapori lontani e vini vicinissimi. Un dialogo tra due culture gastronomiche che, solo in apparenza, sembrano parlare lingue diverse.
Il titolo scelto per questa serata – “Mangiare Orientale e Bere Italico – Abbinamenti Sorprendenti” – racconta già l’essenza dell’esperienza: andare oltre gli schemi, superare le consuetudini e dimostrare come il vino italiano, con la sua straordinaria tridimensionalità, possa aprirsi a un dialogo anche con la cucina orientale in modo sorprendentemente armonico. L’obiettivo non è forzare un abbinamento, ma costruire un dialogo sensoriale, piatto dopo piatto, calice dopo calice.

Il sushi e la sfida del vino
Tradizionalmente il sushi non si accompagna al vino. Il mondo giapponese predilige tè verde, sakè, birra leggera o shochu, bevande pensate per rispettare la delicatezza del pesce crudo e la centralità dell’umami. Il vino, per motivi culturali e sensoriali, è rimasto a lungo escluso: tannini e amarezza possono risultare amplificati, soprattutto per l’ingrediente invisibile ma dominante del sushi: l’umami. Proprio per questo, abbinare sushi e vino italiano diventa una sfida moderna, affascinante e altamente contemporanea.

Romagna: La Sabbiona e il Famoso che accoglie
Siamo a Oriolo dei Fichi, piccola MGA romagnola sui primi contrafforti dell’Appennino. Qui nasce La Sabbiona, azienda fondata nel 1970 dalla famiglia Altini e oggi guidata da Mauro Altini, viticoltore capace di trasformare il vino in racconto territoriale.
La Sabbiona – Divo – Metodo Charmat 100% Famoso
Le bollicine aprono la serata con eleganza e immediatezza. Il Famoso, vitigno autoctono romagnolo dalle intense note floreali e fruttate, si dimostra sorprendentemente versatile con la cucina orientale.
Abbinamento: Crocchetta di pesce (pesce misto fritto in panko, salsa special, tonno essiccato).
La freschezza del metodo Charmat e la dolce aromaticità del Famoso alleggeriscono la frittura: il perlage lavora come una lama gentile, “asciuga” la componente grassa e rilancia la parte sapida (e leggermente affumicata) del tonno essiccato. Un abbinamento che gioca sul contrasto: croccantezza vs. slancio, golosità vs. verticalità.

La Sabbiona – VIP – Ravenna Famoso IGT
Abbinato a: Sashimi di salmone special (salmone, olio ponzu, limone grattugiato)
Qui il Famoso in versione ferma mostra la sua dote più preziosa con il crudo: profilo aromatico e freschezza. L’olio ponzu e il limone chiamano acidità e precisione, mentre il salmone chiede un vino capace di reggere la grassezza senza imporre tannino. Il risultato è un equilibrio pulito: il vino accompagna, illumina e non invade, lasciando al pesce la centralità.
La Sabbiona – Punto a Capo – Romagna DOC Bianco (Trebbiano)
Trebbiano in purezza, vinificato per esprimere con precisione e trasparenza il carattere del vitigno e del territorio di Oriolo. In questa interpretazione, il Trebbiano dimostra quanto acidità, linearità e pulizia espressiva possano diventare alleate ideali della cucina orientale.
Abbinamento: Nigiri Sushino (salmone scottato, Philadelphia, salsa agrodolce)

Qui il vino lavora per sottrazione: pulisce il palato, contiene la cremosità del Philadelphia e gestisce la salsa agrodolce senza irrigidirsi. La trama è tesa e scorrevole, arricchita da una riconoscibile e intrigante nota di lavanda, che emerge al naso e ritorna con discrezione nel sorso, donando profondità aromatica senza invadenza che si lega perfettamente ai sentori del roll di sushi.
Toscana: Capezzana, la storia nel calice
Dal Carmignano arriva Tenuta di Capezzana, una delle aziende vitivinicole più antiche d’Italia, dove la storia diventa misura e coerenza stilistica.
Tenuta di Capezzana – Chardonnay IGT Toscana
Uno Chardonnay strutturato e complesso, che grazie a un uso molto calibrato del legno, sviluppa una corposità avvolgente senza mai risultare invadente. Il vino, con la sua eleganza e la bella tessitura, riesce a mantenere freschezza e profondità, accompagnando piatti ricchi senza sopraffarli.

Abbinamento: Nigiri tonno guacamole (tonno scottato con salsa guacamole)
Lo Chardonnay di Capezzana si integra perfettamente con la grassezza del tonno scottato, avvolgendolo con la sua struttura e dando corpo al piatto. Le note citriche e verdi della guacamole, in particolare, trovano una meravigliosa sinergia con la parte minerale e le note di frutta dolce e speziate del vino, arricchendo l’esperienza in uno scambio bellissimo. È un abbinamento che esalta la freschezza e la cremosità, creando un perfetto bilanciamento tra i sapori decisi del piatto e la complessità del vino.
Chianti Rufina: Grignano e il Sangiovese che sorprende
Con SingerSangio, Tommaso Inghirami propone una lettura pop, fresca e contemporanea del Sangiovese. Un vino che conosce la tradizione ma non ha paura di reinventarla.
Singersangio – Sangiovese rosso IGT Toscana
Agile, immediato, con tannini gentili e una beva disinvolta.

Abbinamento: Cubo di tonno (tonno scottato, cipolla caramellata, rucola, salsa special) – Uramaki King (gambero, avocado, Philadelphia, rucola, esterno salmone scottato)
Qui il rosso entra in gioco con intelligenza: funziona perché è un Sangiovese “snello”, a tannino educato. Sul cubo di tonno regge la componente tostata e la dolcezza della cipolla caramellata senza impuntarsi; sull’uramaki, invece, accompagna la ricchezza di avocado e Philadelphia puntando su succosità e scorrevolezza. È l’esempio perfetto di come, scegliendo lo stile giusto, un rosso possa restare in equilibrio anche accanto al mare.
Kellerei Bozen – Südtirol Alto Adige Riesling DOC Hochkofler 2024
Abbinamento: – Gyoza di manzo (ravioli al vapore con carne di manzo marinata e sesamo)
Questo è, senza dubbio, uno degli abbinamenti più sorprendenti e complessi della serata. Il piatto presenta una forte componente umami, amplificata dalla marinatura del manzo e dalla tostatura del sesamo, elementi che mettono seriamente alla prova qualsiasi vino.
Il Riesling di Cantina Bolzano risponde con una precisione chirurgica: il sorso è teso, verticale, sostenuto da una spiccata componente sapida, mentre la tipica e inconfondibile nota di idrocarburo del Riesling aggiunge profondità e carattere senza mai risultare invadente. Il risultato è un equilibrio inatteso: il vino non cerca di domare il piatto, ma lo accompagna e lo ordina, ripulendo la bocca, rilanciando il gusto e trasformando una sfida sensoriale in un dialogo sorprendentemente armonico.
“Sushino Experience” dimostra che il vino italiano non è un ospite fuori posto nella cucina orientale, ma un interlocutore curioso, capace e sorprendente. Serve conoscenza, sensibilità e il coraggio di uscire dagli schemi. Quando questo accade, il risultato non è un azzardo, ma una nuova armonia.
Alice Romiti



















