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Scolaris: il Vino sveglio

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Là nel Collio dal tratto bianco e nero

Il suo segno distintivo? L’inconfondibile tratto bianco e nero che “stilizza” la linea geologica delle dolci e miti colline del Collio.

Il “Vino Sveglio”: ampio gusto, ricchezza e aroma delle sua terra.

La Storia dell’Azienda è di quelle che appassionano gli appassionati di vino (il bisticcio è d’obbligo).

Il nonno Giovanni che inizia nel 1924 con i vini sfusi, i figli e i nipoti che investono giorno dopo giorno in tecnologie sempre più avanzate. E l’acquisto di una pressa particolare anziché una linea d’imbottigliamento tecnologicamente sofisticata è motivo d’orgoglio e crescita. Se poi aggiungiamo che siamo nel Collio, ad ovest di Gorizia, in uno degli ambienti vitivinicoli naturali migliori in senso assoluto che gode dell’influsso benefico del mare Adriatico e la protezione dai venti freddi dell’est delle Alpi Giulie, l’ “affresco” Vini Scolaris è perfetto in ogni sua parte.

Tradizione e rinnovamento. In vigna allevamento, in gran parte, con il metodo doppio capovolto (cappuccina) e introduzione del guyot per i bianchi “internazionali” come il Pinot Gris, Chardonnay e Sauvignon Blanc.

In cantina moderne presse dell’ultima generazione tecnologica e legni pregiati per la barriccaia a sostituire le vecchie botti in legno di castagno da 7 e 3 Hl.

Insomma un’Azienda in continuo movimento. Protocolli di lavorazione atti a non alterare la spontaneità del vino, il “vino sveglio”.

Il Friuli, ultimamente, è terra di spumanti sia  metodo classico che charmat. Non solo per la presenza di vitigni internazionali vocati come Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Bianco ma anche per altri dimostratisi adatti alla spumantizzazione come la Ribolla Gialla.

Marco Scolaris la propone nella versione bianca e Ribolla Nera Rosè.

Già la Ribolla Nera, il vitigno dimenticato, messo “fuori legge” e riabilitato negli anni ’80. Spesso confuso con il nome del “suo vino”, lo Schioppettino.

Marco Scolaris è dedito alla riscoperta del “tradizionale”. Ne è esempio la produzione di Ocelot il cui vino, nella notte dei tempi, dissetava e sfamava.

Ho conosciuto Marco Scolaris ad una presentazione dei suoi vini a Camaiore (Lucca) presso un suo distributore, le Cantine Angeli.

Cordialità, predisposizione al dialogo e racconti, racconti, racconti. Un gran piacere ascoltarlo.

Ma sono i suoi vini, alla fine, a “raccontare quelle verità al di là delle parole”. O meglio “a sottolineare le verità raccontate”.

Ribolla Gialla Doc Collio 2015. Ribolla Gialla 100%. Percorso tradizionale di vinificazione in bianco per un vino dal colore paglierino con riflessi “giovanili” verdognoli. Al naso floreale di tiglio e fiori di campo e fruttato su note di mango, susina. Al palato ingresso fresco con consistente sapidità. Buona beva. Voto 85/100
Friulano Doc Collio 2015. Mi sia permesso riportare Tocaj 100%. Anche questo ottenuto con un percorso tradizionale di vinificazione in bianco. Paglierino luminoso. Bouquet intenso e complesso su floreali fiori di campo, accenni di fieno per poi lasciare il campo ai fruttati di pera e susina gialla. Palato contraddistinto da una acidità agrumata e sapidità in evidenza. Buona persistenza. Voto 86/100
Sauvignon Blanc Collio 2015. Sauvignon Blanc 100%. Il Sauvignon friulano (clone R3) con tutte le sue tipicità olfattive: selvatico, peperone giallo, salvia e foglia di pomodoro. Al palato lo contraddistingue la sua persistenza unità all’aromaticità sua tipica. Un Sauvignon Blanc “sveglio”. Voto 89/100

Solo tre assaggi ma tutti di elevata qualità e rappresentativi della gamma prodotta. Vini Scolaris, i vini “svegli”, “l’affresco” nel Collio.

Urano Cupisti

 

Nella foto in alto:

Il Collio goriziano