Ametsa Egi Bihurtua: un sogno diventato realtà

Affacciato alla staccionata che sovrasta la vigna, ho lo sguardo e il pensiero persi in un panorama immenso, degno dello scenario di un film hoolywoodiano. I contrafforti delle prealpi Trevigiane con la foresta del Cansiglio incombono da nord, mentre dal lato opposto lo sguardo si apre sulla piana del Piave fino al mare, interrotto a tratti da dolci colline e verdi vallate.

La mia meditazione è interrotta da un ordine perentorio di Marzio: “Ragazzeee!!!, venite!!!”.  Interdetto, mi guardo intorno, aspettandomi di veder comparire rosee e floride vendemmiatrici con il fazzoletto al collo e i panieri in mano. Invece, precedute da un sonoro scampanìo,  ecco arrivare una fila ordinata di simpatiche asinelle obbedienti al grido. “Sono il mio tagliaerba” dice Marzio.

Marzio Bruseghin, una carriera brillante da ciclista, terzo al giro d’Italia 2008, appende le scarpette al chiodo e si dedica anima e corpo a realizzare il suo amets. Marzio ama la cultura basca e in Euskera “amets” significa sogno. Il sogno di bambino, quello di dedicarsi alla natura e alla vita all’aria aperta, imitando le orme del nonno.

Quindi nel 2012, insieme alla sorella Sabrina, acquista 15 ettari di terreno in località Piadera, tra i 360 e i 430 m sul livello del mare, a picco sopra Vittorio Veneto. Vicinissima si trova la piccola chiesa di San Maman, protettore  delle nutrici bisognose di latte, che dà il nome all’azienda. Piantano qui 5 ha di vigneto, specializzato nella produzione di Prosecco, scegliendo meticolosamente e scientificamente i cloni di uva Glera più idonei per quel terreno di origine morenica, calcareo, con piccola percentuale di argilla e scarsa disponibilità di magnesio. Le grosse pietre tolte dal vigneto testimoniano di questa natura con le loro inclusioni di conchiglie fossili.

Sabrina ama la natura come e più di Marzio, ma soprattutto gli animali e da qui la sua decisione di condurre il terreno in maniera ancestrale, molto vicino a quelli che sono i dettami della biodinamica.

La vigna è in perfetto equilibrio con l’ambiente circostante e con la fauna locale, alla quale si sono aggiunte le quarantadue asinelle, solo rigorosamente femmine, che provvedono alla brucatura dell’erba e alla concimazione della vigna. Per evitare che i germogli vengano divorati, i pali della vigna portano due fili che inducono le bestiole a concentrarsi sull’erba tenendo la testa bassa.

In questo ambiente, siamo nella vigna di Prosecco più alta del mondo, l’uva raggiunge la perfetta maturazione senza problemi sanitari, grazie anche alla buona ventilazione. L’acidità non cade neppure a perfetta maturazione e le escursioni termiche notevoli garantiscono un buon apporto di profumi. La vendemmia avviene in genere a fine settembre e dura quattro giorni.

La vinificazione avviene tutta all’interno dell’azienda con il metodo Martinotti (Charmat), e solo per l’imbottigliamento viene utilizzato macchinario esterno con il camion specializzato a circuito isobarico. Per l’immediato futuro si sta sperimentando anche la vinificazione con il metodo classico, ma per ora abbiamo una produzione di circa 10.000 bottiglie di Prosecco, 5.000 di millesimato e 4.000 di frizzante.

In etichetta la parola Amets ricorre in continuazione, con la scritta ametsa egi bihurtua, un sogno diventato realtà. E così il simbolo del leone, per metà tranquillo con la coda bassa in segno di pace per non prevaricare gli altri e per metà armato e combattente perché per realizzare il sogno si deve sempre lottare.

Per fortuna questo sogno Marzio e Sabrina lo condividono volentieri con il visitatore. Così ognuno di noi può partecipare a momenti di quiete e gioia sospesi nel tempo, in un ambiente di rarefatta bellezza, godendo della loro  presenza e sorseggiando il loro vino, seduto al tavolo rustico di fronte al camino.

E il mondo è laggiù, sempre più lontano, sorso dopo sorso.

Paolo Valdastri

 

SAN MAMAN – AMETS PROSECCO EXTRA DRY PIADERA San Maman il Prosecco più alto del mondo

Lo stile corrente del Prosecco prevede un certo residuo zuccherino sempre percettibile all’assaggio che toglie acidità in favore di una più facile dolcezza di beva. Nei vini di San Maman questa caratteristica è appena accennata, in favore di una freschezza estremamente gradevole.

Il colore è del più classico paglierino reso brillante dalla buona acidità e dall’effervescenza. Le bollicine si sviluppano numerose e fini con ottima persistenza.

Il naso è giocato su sentori floreali di ginestra e mimosa, albicocca e ananas. Al palato è fresco con sensazioni fruttate rese cremose dal perlage.

Perfetto all’aperitivo con piccoli finger foods, torte salate, salumi, formaggi freschi. A suo agio con insalate di mare, pesci di lago, riso freddo.

SAN MAMAN – AMETS PROSECCO BRUT PIADERA MILLESIMATO 2012  San Maman il Prosecco più alto del mondo

Paglierino carico e brillante, ha un perlage fine, numeroso e persistente. Profumi eleganti di fiori di campo, camomilla, susina e pesca bianca.

In bocca ha un bell’equilibrio tra morbidezza e sensazioni acide ed un’effervescenza cremosa. Si abbina molto bene a tutto pasto con la cucina locale, dalle saporite polente con lumache ai fasòi col musèt, o i bigoi in salsa con sugo di sardelle.

SAN MAMAN – PROSECCO FRIZZANTE “COL FONDO” (sur lie)  San Maman il Prosecco più alto del mondo

Di questo vino ottenuto da uva Glera al 100% non vi dico niente semplicemente perché ce n’è poco e quel poco lo vorrei bere tutto io. Traete le vostre conclusioni….

A proposito di Glera: è una delle uve principali del Prosecco (almeno 85% con un saldo di verdiso, perera, bianchetta, pinot bianco e chardonnay) e fino al 2009 si chiamava anch’essa uva prosecco. Con le revisioni OCM non sarebbe stato possibile dare al vino il nome di un’uva, e per questo motivo si è tornati all’antico con il nome Glera.

 

Azienda Agricola SAN MAMAN

Via Piadera,4

31029 VITTORIO VENETO (TV)

340 7083547

info@sanmaman.com

www.sanmaman.com