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San Giovanni e la biodinamica

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Una voce fuori dal coro. Storia di un pomeriggio inizio estate ai piedi delle Colline di Mezzo lucchesi

Potevo scrivere questo articolo raccontando la storia di una giornata trascorsa in una Fattoria ad ascoltare i “biodinamici lucchesi”, ad assaggiare i loro vini dando punteggi e mangiando i cibi del territorio. Magari strappando qualche “mi piace” su FB. Ma non è stato così.

Seguo da diverso tempo la biodinamica, gli amici viticoltori lucchesi che la praticano, consapevole di essere un convinto scettico, stando dalla parte di chi crede che “il Vino prima di tutto deve essere Buono”. Anche perché alla fine di tutto quanto, durante gli assaggi, sono emerse le eccellenze dei soliti produttori noti e non perché praticano la biodinamica.

“La notte di San Giovanni è l’inizio dell’estate, la festa del sole, la vittoria schiacciante della luce”.

Raggiungo la Fattoria Sardi-Giustiniani  ai piedi delle Colline Lucchesi di Mezzo (è una mia annotazione geografica) dove è in programma un evento straordinario dal titolo: “San Giovanni, Lucca e la biodinamica”. Appuntamento annuale in tour dei produttori delle varie Aziende “biodinamiche” nonché (quasi tutte ma non tutte) biologiche.  All’ingresso mi viene consegnato un A4 dove leggo la frase sopra riportata.

La notte di riferimento nella frase è quella tra il 23 e il 24 giugno. Ed ecco le “combinazioni storiche”. San Giovanni è il Battista non l’altro l’Evangelista, il cugino di Gesù, nato sei mesi prima. E con la sua vita di asceta così come ricordata nei Sacri Testi e perfino nel Corano (dicono i musulmani che fosse un antenato del Profeta) non vedo il nesso con “la festa del sole e la vittoria schiacciante della luce”.

Mi rispondo: è solo un riferimento di calendario, di nascita e sappiamo che nella cultura cristiana ogni giorno appartiene ad un Santo.  Il 24 spetta di diritto a S. Giovanni il Battista anche se lo stesso giorno è condiviso con altri. Lui è più famoso e stretto parente.

Ma la vittoria schiacciante della luce durante la notte?  Mi rispondo anche in questo caso: si intende l’inizio di un periodo che coincide con l’Estate. Il solito polemico; devo stare attento perché Gabriele poi me la farà pagare.

Mi siedo in attesa dell’annunciata conferenza e volto l’A4 dove sono riportati i principi della Biodinamica con riferimenti al filosofo Rudolf Steiner ed a Alex Podolinsky. E capisco, da scettico, i principi che muovono questi vignerons  lucchesi .

Inizia la conferenza ed annoto nel mio inseparabile moleskine quanto i quattro rappresentanti  intervenuti (Giuseppe Ferrua di Fabbrica di San Martino, Gabriele Da Prato del Podere Còncori, Saverio Petrilli della Tenuta di Valgiano e Federico Martinelli della propria Azienda Agricola) hanno sciorinato con temi che riguardano osservazione, comprensione, responsabilità e partecipazione. Echeggiano nell’aria frasi tipo L’uomo figura centrale del processo agricolo, uno degli elementi che compongono un organismo vivente regolato da equilibri preziosi ed altri come i preparati biodinamici sono portatori di impulsi.

“La Biodinamica, prima ancora che una pratica agricola, è uno sguardo sul mondo. Gli ortaggi, la frutta e il vino sono innanzi tutto espressione della fertilità della terra. Fascino di prodotti vivi che portano con sé la luce”. Questi sono proclami di fede, come non essere d’accordo o quasi.

Segue in me la riflessione. Forse il Vino così detto “convenzionale” non è vivo? Non porta con sé la luce? Non ha anima?

Chi ha scelto questa filosofia, a mio avviso,  deve accettare “tutto”. Perdere i raccolti quando ci troviamo di fronte ad ondate di parassiti che “banchettano” nelle vigne, quando le piogge (lo vogliamo dire che sono acide) sono al di sopra della media o cadono in periodi sbagliati creando disastri in vigna, l’utilizzo della solforosa ecc… E lo scetticismo rimane se pur continuerò a seguirli per meglio capire. Non mi arrenderò. Mi prenoto fin da adesso per l’appuntamento del 2016.

Gabriele Da Prato un giorno mi disse:” Prima o poi ti convertirò”.  La mia risposta oggi:”Ho trovato buoni solo sei vini che definisco Ottimi, Eccellenti e sono “felice” che provengano da Agricoltura a conduzione  Biodinamica; gli altri li definirei onesti.

E questo alla fine di tutto è ciò che conta.

Fabbrica di San Martino  voto San Giovanni e la biodinamica

Fattoria Sardi Giustiniani Rosé  voto San Giovanni e la biodinamica

Podere Còncori voto San Giovanni e la biodinamica

Tenuta dello Scompiglio Lavandaia Giuliva  voto San Giovanni e la biodinamica

Tenuta di Valgiano Palistorti  voto San Giovanni e la biodinamica

Tenuta di Valgiano Tenuta di Valgiano  voto San Giovanni e la biodinamica


Urano Cupisti