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Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia

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La risposta italiana ai grandi merlot bordolesi

Redigaffi, quel piccolo torrente che scorre nei pressi di Suvereto che non avrebbe mai  immaginato di diventare “famoso” nel mondo. Non solo: non avrebbe mai immaginato di legare il proprio nome a “quel” vino al quale Robert Parker (Wine Spectator) assegnò i 100/100 (cento centesimi) per la vendemmia  2000. Non avrebbe mai immaginato di legare il proprio nome al vitigno Merlot e rappresentare la rive droite della Val di Cornia.

L’Azienda Tua Rita si trova a Suvereto in Val di Cornia e lega la sua storia alle tante storie raccontate. Non si discosta minimamente da quelle che sono le scelte filosofiche di vita, dall’amore per la terra e la “testardaggine” delle proprie convinzioni. Dai due ettari di partenza, siamo nel 1984, ai circa trenta di oggi. Dalla conduzione convenzionale dei primi anni all’accettazione del biologico di oggi con pochi e poco interventi invasivi nel percorso in cantina. Filosofia produttiva aziendale con contemporaneo spazio all’arte.

Luce brillante e armature, cavalieri e figure allegoriche che si uniscono in un brindisi al vino e alla gioia” È la pittura di Raffaele de Rosa che nella narrazione di una fiaba  lancia un augurio di felicità, l’inno alla vita. I suoi affreschi sono presenti nel complesso padronale sin nella barriccaia dove un gigante affresco lascia “l’osservatore libero di immaginare cosa si cela dietro ai calici sollevati”

Niente lasciato al caso all’insegna della qualità senza compromessi.

All’attento appassionato assaggiatore e degustatore non può sfuggire il luogo, l’habitat, il contesto del l’ambiente. I terreni  disposti su di una  ” leggera collina a pendenza costante” favoriscono le maturazioni che poi ritroviamo nei vini. La loro composizione (sassi, rocce, argilla, sabbia, limo e “microelementi minerali”) ci ricordano che siamo nelle Colline Metallifere. E il tutto lo ritroviamo, in maniera inconfondibile,  nella sapidità dei vini.

In questo ambiente nasce Redigaffi, Merlot in purezza, a pieno titolo la risposta italiana ai grandi Merlot della riva destra della Dordogna.

Luca D’Attoma, l’enologo, racconta i nove “campioni” che fanno parte di questa esclusiva verticale; la Signora Rita Tua ricorda i vari momenti di crescita aziendale, le vendemmie “sofferte”, i riconoscimenti arrivati a coronamento dell’impegno speso, profuso mai attenuato.

Il silenzio cala nella sala: solo il canto dei vini che scendono nei calici. I sensi in movimento e:

Redigaffi 1996 19 anni e non dimostrarli se non quel piccolo cedimento finale nella persistenza. Rosso rubino con lampi granato. Consistenza che lascia tracce visibili di glicerine. Naso sempre importante che fedelmente ricorda il suo terroir. Toni intensi di frutti di bosco accompagnati da vaniglia, tabacco e note minerali. Al palato sempre equilibrato. Peccato quell’inizio di cedimento nel finale Voto Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia

Redigaffi 1999 Colore rosso rubino ancora brillante. Inizio dall’armonia. C’è tutta. Visivo, olfattivo e gusto-olfattivo legati tra loro nella  lunga persistenza. Voto Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia

Redigaffi 2003 Non è riuscito ad evitare la “calda annata del 2003”. Lo si sente al naso con il fruttato un po’ “cotto”. Il resto risponde al grande vino. Voto Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia

Redigaffi 2004 Dico con sincerità:”mi aspettavo di più”. L’unico che si è presentato chiuso e ho dovuto attendere un po’ per capirlo. Note preossidative in evidenza che mi hanno impegnato. La seconda bottiglia richiesta ha dato risultati migliori ma… Voto Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia

Redigaffi 2005 Sicuramente il campione migliore dell’intera batteria. Bello, bello, bello. Il terroir vince su tutto. Annata ritenuta “difficile” qui da Tua Rita ha dato risultati di eccellenza. Ne sono felice in particolare per la mia “fede”, quella del terroir vincente. Questo campione regge il confronto con la riva destra francese e non solo. Voto Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia e chapeau!

Redigaffi 2006 La vendemmia 2006 non può assolutamente tradire. Grande vendemmia per tutti.  Rubino sfumato sull’unghia, naso concentrato con allineati i frutti di bosco, gli aromi vegetali nobili, tabacco e note balsamiche. Strutturato, tannini integrati e spinta acida in equilibrio con alcolicità. Persistente. Insomma un bel vino. Voto Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia

Redigaffi 2010 Troppo pronto. Perfetto, troppo perfetto per i suoi cinque anni. Riassaggiarlo tra qualche anno ci racconterà tutta la sua storia. Voto Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia

Redigaffi 2011 Anche questa vendemmia lascia qualche perplessità per la sua “prontezza”. Vino eccellente già consumabile appieno. Esitazione sulla tenuta. Voto Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia

Redigaffi 2012 Un grande campione. Quanto ti aspetti da un grande vino giovane. Virile in tutte le sue componenti. Emerge la scuola internazionale. Sedersi sulla riva destra della Dordogna con questa annata nel calice ti porterebbe a pensare a “quel” Grande Chateau. L’eccellenza nel bicchiere. Voto Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia

Non potevano mancare gli assaggi dei campioni 2013 (in bottiglia ad affinare) e 2014 (campione da barrique)

Redigaffi 2013, in bottiglia a terminare l’affinamento. Si percepisce perfettamente il passo del campione. Alla sua imminente uscita sul mercato non tradirà i fans di questo merlot. Voto Redigaffi: la rive droite della Val di Cornia

Redigaffi 2014, campione da barrique dove, terminata la malolattica, trascorre i suoi 18 mesi di maturazione. Con tutti i “se” del caso risponde appieno alla struttura del Grande Merlot conosciuto. Parlando con la Signora Rita e l’enologo Luca una frase mi ha colpito ed è la chiave di lettura di questa degustazione (e la conferma della mia “fede”):” Vendemmia, la 2014, dai nervi saldi. Dormire in vigna e “cogliere” l’attimo”.

Il terroir di Tua Rita con il suo staff sempre pronto ed attento all’evolvere dei capricci climatici e far diventare una vendemmia “quasi persa” in una d’eccellenza.

Urano Cupisti