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Quando “l’intruso” ti seduce

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Banco d’Assaggio di Riesling

Secondo il Sabatini Coletti “l’intruso è colui che si trova indebitamente in un luogo, in un ambiente e, per estensione, chi si sente estraneo in un luogo, in un ambiente che pure è il suo”. Non in questo caso. L’intruso rappresenta un vino dalle caratteristiche diverse dagli altri, di altro territorio che alla prova dell’analisi sensoriale può assomigliare, essere paragonabile ad un altro. Nascosto bene tra gli altri non è individuabile. E questo “giochino” serve per ricordare che la materia vitivinicola non da certezze assolute ed invita, per chi la tratta, ad essere “umile”. Sapendo della presenza di un intruso è necessario concentrarsi di più, fare deduzioni logiche anche ad alta voce e capire, apprendere, conoscere. Quando poi l’intruso ti seduce…

Quando “l’intruso” ti seduceSei bottiglie nude, senza etichetta, cieche, delle quali cinque contenenti Riesling italiani ed esteri rappresentanti altrettante zone di produzione vocate. Disposte in due batterie da tre dove l’elemento significativo è stato il colore. Dal più al meno carico nella prima, dal meno al più carico nella seconda. Il colore sappiamo che ci trasmette diversi significati soprattutto nei bianchi come macerazione, passaggio in legno, vetustà ecc… E l’intruso. Un non riesling molto ben inserito tra due con caratteristiche analoghe. Alla fine una vera sorpresa che ci ha sedotto.

Prin Freet 2003, Azienda Vie di Romans, Mariano del Friuli, 13,00%. Si è presentato con un manto dorato brillante dovuto alla lunga macerazione. Molto consistente con lacrimazioni marcate e fitte. Al naso l’intensità netta del Riesling friulano aromatico. Dopo l’impatto sono uscite note di frutta a polpa bianca. Al palato un eccellente equilibrio con le note minerali a rimarcare il vitigno.  Quando “l’intruso” ti seduce

Riesling di Muller-Catoir 2010, zona Pfalz (Germania) 12,00%. Decisamente diverso e ancora giovane. Prodotto da agricoltura biologica ci sorprende per il suo equilibrio. Bella trama fresco-sapida. L’invecchiamento consegnerà un vino superiore e sublime. Voto Quando “l’intruso” ti seduce

Berg 2013, Azienda Niedrist Ignaz, Cornaiano (Bolzano) 13%. Il più scarico dei primi tre. Giovane, fresco agrumato e sapido. Si capisce la sua provenienza altoatesina inconfondibile. Voto Quando “l’intruso” ti seduce

Quando “l’intruso” ti seduceĖ lui, l’Intruso. Messo volutamente tra un altoatesino e uno della Mosella, con colore simile, naso importante ma non troppo, già evoluto per la sua origine ma non per un riesling. Nascosto bene. Sylvaner 2007 di Horst Sauer, zona Escherndorf (germania) 11,50%. Sceso dalla sua bottiglia franconia di color verde per difenderlo dalla luce ci ha deliziato con i suoi profumi agrumati e richiami minerali. Palato con trama fresco sapida e ritorni olfattivi persistenti. Quando “l’intruso” ti seduce

Schieferterassen 2006 di Heymann-Lowenstein, dalla Mosella (Germania) 13%. Il migliore dell’intero Banco. Un Riesling di 8 anni con ancora tanto tempo davanti a se. Un naso importante tipico dei migliori Riesling tedeschi. Profilo giocato su frutta e agrumi che anticipano un sorso denso corposo anche se agile. Ritorni minerali senza affaticare la beva. Chapeau!  Quando “l’intruso” ti seduce

Saering Grand Cru 2006 Sdomaines Schlumberger, riesling alsaziano di Guebwiller (Francia)12,50%. Non ha entusiasmato. Ancor di più quando abbiamo “scoperto” l’etichetta. Bottiglia senza futuro. Abituati a ben altro dai vini di quelle parti. Forse una bottiglia non conservata bene? Ci sta. Giallo dorato avanzato con un naso scomposto. Al palato note avanzate di ossidazioni inusitali per un alsaziano importante. Senza voto.

Urano Cupisti