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Potenza, classe e finezza

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Storia di un Banco d’Assaggio al Vinitaly: padiglione Franciacorta ospite delle Cantine Biondelli

Essere attesi per una degustazione nel Padiglione della Franciacorta al Vinitaly è sempre un appuntamento irrinunciabile. Esserlo  per la presentazione di una Azienda, al sottoscritto nota di nome ma non di fatto,  ancor di più.

Ė accaduto al recente Vinitaly. L’azienda: Cantine Biondelli.

L’assaggio dei prodotti non ha senso se non riporto alla memoria il territorio di riferimento, la particolare zona di provenienza delle uve e la filosofia di produzione. E mano mano che la degustazione procede mi convinco ancor di più che la tradizione e la storia millenaria vitivinicola dell’antica “Franchae Curtes” hanno saputo trovare, nella produzione di vino spumante, la vocazione ideale del territorio.

La storia della Famiglia Biondelli è simile alle tante storie che si leggono sui momenti pionieristici  degli appassionati del vino, degli spazi aperti, fuori dalla vita imprenditoriale diversa. Dal commercio della seta ai possedimenti agricoli nel piacentino. L’amore per Clementina che portò Giuseppe Biondelli, Ambasciatore d’Italia, a trasferirsi in Franciacorta acquistando la proprietà attuale con annessa villa dando l’avvio anche alla coltivazione della vite.

Siamo a Bornato uno degli angoli più affascinanti e caratteristici della Franciacorta con l’antico borgo rurale all’interno di un “affresco” che riproduce un paesaggio agreste contraddistinto dall’alternarsi di vigneti e boschi secolari. Storia che sa di leggenda che ascolto con attenzione dal racconto di Joska Biondelli.

Oggi, dalla descrizione attenta e minuziosa, l’Azienda è una solida realtà inserita tra le eccellenze del Franciacorta. La produzione di spumanti spazia dal Brut per arrivare al Saten e ad un millesimato che rappresenta il top di gamma.

Claudia Bondi, nota ed apprezzata sommelier nonché P.R. aziendale, mi conduce e guida alla scoperta sensoriale dei tre prodotti di diverse vendemmie per cogliere l’essenza e la magia del perlage Biondelli.

Premier Dame Millesimato 2010. Chardonnay 100% prodotto solo in annate pregiate e pregevoli. Le uve provenienti dai vigneti “Nave”. Dopo la fermentazione in inox, il vino pronto per la rifermentazione passa in bottiglia dove sosta sui lieviti per 40 mesi. Giallo paglierino tendente al dorato, con perlage zampillante, fine e continuo. Al naso  i fiori bianchi lasciano spazio all’insistente agrume per finire nei profumi dei lieviti che hanno perso la loro boulangerie. Al palato la carbonica è fine ed accarezza la lingua perdendosi nella lunga persistenza. Voto Potenza, classe e finezza

Brut Franciacorta Chardonnay 100%. Uve provenienti dalle vigne aziendali “Nave” e “Paini”.  30 mesi sui lieviti. Giallo paglierino luminoso. Perlage fine e continuo. Naso floreale, fruttato con evidenti sentori di pesca e finale con accenni di boulangerie. Al palato fresco, sapido di facile beva . Un sorso tira l’altro e questo è indice di ottima qualità. Voto Potenza, classe e finezza

Satèn Franciacorta Chardonnay 100%. Uve provenienti  dal vigneto “Nave” come il millesimato. 24 mesi sui lieviti.  Giallo paglierino tenue. Naso elegante su toni floreali bianchi e fruttati dolciastri con accenni finali minerali. Al palato si ritrova l’eleganza olfattiva con freschezza non invasiva e mineralità decisa. Il tutto avvolto da una carbonica finissima ed accarezzante. Un bel satèn. Voto Potenza, classe e finezza

La degustazione mi ha portato a “spasso” in diverse vendemmie per capire l’evoluzione dei singoli prodotti.

Potenza, classe e finezza nell’ordine di descrizione. Ricchezza di profumi in tutti.

Una nota sullo stile franciacortino che è emerso dagli assaggi. Una maggiore eleganza perdendo quella “forza” che spesso si riscontra su analoghi prodotti. Un pregio ancor più evidente nel Satèn.

Mi dicono che la conduzione è biologica. Ancor di più si avvalora la mia “fede” di appartenenza: un vino prima di tutto deve essere buono se poi si ottiene con pochi trattamenti, con l’utilizzo di concimi organici, ancora meglio”. Chapeau!

Urano Cupisti