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Poggerino, a Radda in Chianti

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Piero Lanza ed il suo Uovo

Non sempre la scelta del biologico è la più facile ma siamo certi che sia la più giusta. Rispettare la terra vuol dire favorire e lavorare per accrescere la sua biodiversità, l’attività ed i cicli biologici”.

Così mi ha parlato Piero Lanza, enologo ed agronomo nonché promotore dell’Azienda Poggerino.

I NUMERI

Le vigne ricoprono i circa 11 ettari allevati principalmente a Sangiovese, il vitigno di riferimento nelle produzioni.

“Vitigno prescelto anche nella realizzazione di gran parte dei nuovi impianti nei quali stiamo  sperimentando le grandi potenzialità. Circa 1 ettaro è destinato all’allevamento di Merlot”.

I VIGNETI

Posti ad una altitudine collinare che va dai 400 ai 500 metri s.l.m. L’esposizione sud/sud ovest. I terreni tipici dell’area Chianti Classico ed in particolare della zona di Radda. Scheletro sassoso ottenuto dalla decomposizione della roccia di galestro che conferiscono un drenaggio ottimale. L’eccellenza per il sangiovese.

MISSIONE BIOLOGICA

“Il terreno è un ambiente complesso e noi siamo consapevoli che la viticoltura con il tempo, vendemmia dopo vendemmia, tende a depauperarlo. E’ quindi nostro impegno incrementare la vitalità biologica del terreno, la sua struttura e i suoi contenuti minerali in quanto tutti questi elementi concorreranno a stabilire un naturale equilibrio nel vigneto al fine di produrre uve di qualità eccellente le cui caratteristiche rispettino il terroir”. 

Le vigne biologiche

Piero Lanza continua nella sua narrazione perché vede in me un interlocutore attento nel seguirlo nel racconto.

“Non usiamo pesticidi ed erbicidi. Questi danneggiano la vitalità del terreno e ne interrompono i processi naturali. L’azione contro i parassiti è quindi condotta in maniera biologica (bacillus thuringensis) e le erbe infestanti vengono rimosse meccanicamente”.

IL SOVESCIO

“I nostri vigneti, oliveti ed orto vengono seminati con sovescio annuale. Questo apporta nutrimento al terreno ed allo stesso tempo ne migliora la struttura. Crea inoltre un ambiente accogliente per gli insetti benefici e combatte il proliferare di altre erbe indesiderate”.

Potrei aprire il dibattito dall’esito scontato sulle conduzioni biologiche, biodinamiche, “naturali”, tradizionali  e/o “convenzionali”. Vorrei far capire che il vino, prima di tutto, deve risultare “buono”, ma il Sig. Piero è un vulcano in piena eruzione e fermarlo nella esposizione delle idee risulta impossibile.

“Quando un vigneto viene espiantato il terreno viene lasciato a riposo per alcuni anni (tra i 7 ed i 9 anni) e seminato con sovesci annuali. Questo favorisce il riposo e rigenerazione del suolo”.

IN CANTINA

“Crediamo nell’importanza di un lavoro in vigna quasi maniacale, finalizzato ad introdurre in cantina uve sane ed al massimo grado di maturazione. Tutto questo è fondamentale per la creazione di vini che abbiano stile e carattere nel pieno rispetto del nostro terroir. Lo scopo che ci prefiggiamo è produrre un vino che accanto alla naturale concentrazione che ne consente la longevità, abbini tannini dolci che ne rendano gradevole anche un consumo immediato”.

La degustazione

Necessario a questo punto l’assaggio dei vini per dare le risposte a così tanta presentazione.

Chianti Classico Docg 2015

Note aziendali:  Sangiovese 100%. Vinificazione e invecchiamento. Dopo un’accurata selezione in vigna le uve vengono diraspate e pigiate. La fermentazione alcolica inizia senza l’aggiunta di lieviti selezionati e i proventi a 28°/30° C.

L’intero processo di vinificazione e macerazione avviene in vasche di cemento per circa 35 giorni con pumpover e punchdown manuali. A dicembre il vino nuovo viene travasato in botti da 20/25hl di rovere di Slavonia e tonneau da 4/5hl di rovere francese dove avviene la fermentazione malolattica. Dopo un affinamento di 12 mesi, il vino viene assemblato e imbottigliato la primavera successiva. Il vino viene invecchiato per un minimo di 8 mesi prima della vendita.

Le mie considerazioni:  Veste rubino luminoso. Si presenta all’olfatto come un caleidoscopio pieno di nuances che vanno dal fruttato allo speziato in progressione. Palato gustoso al sorso con marcata freschezza e sapidità. Gli manca ancora il “guizzo per salire sul gradino dell’eccellenza che verrà con la sua ulteriore maturazione. Ottimo 89/100

Chianti Classico Docg (N)uovo di cemento 2015

Note aziendali:  Sangiovese 100%. Vinificazione e affinamento. Dopo aver effettuato in vigna un’ attenta selezione delle uve, segue la  diraspatura con pigiatura soffice e, senza aggiunta di lieviti selezionati,  si svolge la fermentazione alcolica tra i 28°C e i 30°C.

L’intero processo di fermentazione/macerazione avviene in vasche di acciaio per circa 35 giorni  con follature manuali e rimontaggi. A Dicembre il vino nuovo viene travasato nell’ Uovo di cemento da 6,5hl dove svolge la fermentazione malolattica.  Dopo 12  mesi di maturazione segue l’imbottigliamento. L’affinamento è garantito per almeno 8 mesi prima della commercializzazione.

Le mie considerazioni:  L’etichetta condiziona l’assaggio. L’utilizzo del cemento per il processo batterico esalta i secondari fruttati ma perde nei valori degli speziati. Solo la permanenza negli anni in bottiglia ci dirà la verità. Ottimo voto 88/100

Chianti Classico Riserva Docg Bugialla 2014

Note aziendali: Sangiovese 100%. Età dei vigneti anno 1973. Vinificazione e invecchiamento: Dopo un’accurata selezione in vigna le uve vengono diraspate e pigiate. La fermentazione alcolica inizia senza l’aggiunta di lieviti selezionati e i proventi a 28°/30° C. L’intero processo di vinificazione e macerazione avviene in vasche di cemento per circa 55 giorni con pumpover e punchdown manuali. A dicembre il vino nuovo viene travasato in botti da 20/25hl di rovere di Slavonia dove avviene la fermentazione malolattica. Dopo un invecchiamento di 18 mesi il vino viene assemblato in bottiglia. Il vino viene invecchiato per un minimo di 12 mesi prima della vendita.

Le mie considerazioni:  Nel momento della degustazione il vino entra nell’eccellenza. La sfida sarà nell’ulteriore invecchiamento data la vendemmia “problematica”. Sipario olfattivo disposto su frutta rossa e speziature ancora da delineare. Al palato stessa presentazione dell’olfatto. Condividono la scena i tannini abbondantemente maturi. Finale persistente. Eccellente, voto 90/100

La gamma dei vini proposti all’assaggio hanno messo in luce la territorialità e il micro clima di Radda. Le scelte di Piero Lanza hanno dato ai prodotti, per rifinitura e pulizia, quel tocco di apporto “illuminato” e di convinzione. Da parte mia ho trovato i vini del Poggerino “buoni” (classificazione della corrente di pensiero nella quale mi ritrovo). Chapeau!

(Assaggi effettuati durante l’edizione 2018 di Terre di Toscana).

 Urano Cupisti

 

Fattoria Poggerino

Loc. Poggerino

Radda in Chianti

Tel 0577 738958

info@poggerino.com

www.poggerino.com