Da Dogliani a Barolo: identità ed eleganza. “Abbiamo raggiunto importanti risultati lavorando sulla qualità, un lavoro di cesello per trovare l’equilibrio tra l’eleganza e la potenza dei vini, nel rispetto del territorio”.
Così, con poche parole (sintesi) Matteo Sardagna Einaudi, oggi alla guida dei Poderi con educazione steineriana (filosofia bio-dinamica) e laurea in architettura.
La storia dei Poderi Einaudi è una storia di famiglia. Si racconta che Luigi Einaudi non mancò mai una vendemmia, anche nei lunghi anni che trascorse a Roma, come governatore della Banca d’Italia, Ministro e Presidente.

Perché Poderi?
Neive barbaresco (4,5 ha), Barolo (7,5 ha), Monforte d’Alba Barolo (8 ha), Verduno Barolo (1,3 ha), Castiglione Falletto Barolo (0,4 ha), Dogliani (45 ha) e Novello (1,5 ha) per un totale di circa 70 ha.
Oggi ho di fronte due prodotti particolari dell’offerta dei Poderi Luigi Einaudi:
– Dogliani Docg, Vendemmia 2024. Un vino tradizionale prodotto con uve Dolcetto, sistema di allevamento Guyot. Terreni marnosi-argillo-calcarei. Fermentato in inox e cemento a temperatura costante (28°), conversione malolattica svolta ed affinamento in inox fino all’imbottigliamento.
Si è concesso lento ed austero. Al naso amarena, mora, frutta rossa. Semplice corredo speziato. Al palato ottimo nel richiamare l’olfatto e sostenuto da un bel tannino. Il mio giudizio: Ottimo voto 89/100;
– Verduno Pelaverga Doc. Vendemmia 2025. Molto particolare, unico nel suo genere. Una produzione dichiarata di poche bottiglie, circa 4.000.

Il Pelaverga è un vitigno autoctono a bacca nera coltivato in due varietà distinte: il Pelaverga piccolo, diffuso quasi esclusivamente nel comune di Verduno (Cuneo) e il Pelaverga grosso, coltivato storicamente nel Canavese e nel Saluzzese, sempre in Piemonte.
Zona di produzione del campione in assaggio: Comune di Verduno, 300 metri d’altezza, su di un terreno argilloso-calcareo-sabbioso.
Vinificato in cemento. Colore Rubino chiaro. Da subito una finezza notevole.
Piccoli frutti rossi, spezie diffuse, fiori a volontà. Palato equilibrato, molto sapore, precisione, con ottima persistenza. Il mio giudizio: Ottimo, voto 89/100.
Devo aggiungere di aver recensito in passato i vini di questa azienda, sempre con ottimi risultati invitando i lettori del Corriere del Vino all’assaggio (qui https://corrieredelvino.it/degustazioni/poderi-luigi-einaudi-storie-deccellenza-valore-sicuro/).
E i due campioni di oggi confermano l’alto livello delle etichette aziendali. Da quelle cosiddette “minori” a quelle maggiormente blasonate. Se ne deduce che una visita ai Poderi Luigi Einaudi sia il consiglio più colto e conoscitivo. Chapeau!!!
Urano Cupisti
Poderi Luigi Einaudi
Borgata Gombe 31, Dogliani (CN)
Tel 0173 70191




















