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Montecarlo in un Salotto

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L’annuale appuntamento a riscoprire il suo territorio

Montecarlo, Castrum Pulchrum.  Magnificenza, bellezza in questo termine latino. Ed è vero. Il Castrum domina la cittadina sviluppatasi sulla collina ove è divenuto fortezza, castello. “Al Cerruglio in confinibus Vivinarie”e giù storie, leggende, racconti. Fiorentini contro Lucchesi, Carlo IV, il recupero storico ma anche storie di emigrazioni e ritorni “importanti”. Vasco Grassi, personaggio carismatico senza rinunciare alla semplicità, mi accompagna alla Festa del Vino che celebra la sua 48° edizione e racconta i ricordi che hanno segnato il tempo di questo pittoresco angolo della Toscana così diverso dagli altri. Si ferma di fronte alla prima sede storica della Tenuta del Buonamico all’inizio della strada centrale dalla parte sud. Da lì in avanti si parlerà solo di vino. Attraverso il paese e mi sento “importante”. Essere al fianco di Vasco significa attirare gli sguardi dei paesani ed assumere una posizione considerevole.

Arriviamo al Palazzo Pellegrini-Carmignani dove siamo attesi. Negli ultimi anni il giardino interno è il luogo dove si rinnova puntualmente l’appuntamento con il Salotto del Vino e del Verde. Evento culturale importante, incontro del vino di Montecarlo con i prodotti tipici del territorio dell’intera provincia. Serate a tema per conoscere, degustare e cogliere il meglio.

La “mia” serata è quella identificata con le Uova della Garfagnana. Piatti della trdizione lucchese dove le uova ne sono elementi significativi del gusto. Le due Aziende chiamate ad abbinare al meglio i loro vini sono l’Azienda Anna Maria Selmi e la Fattoria La Torre.

Anna Maria Selmi da tempo è l’interprete del territorio nell’accezione più significativa del termine. Montercarlo Bianco e Rosso definito nelle sue composizioni nel rispetto di quel vino semplice, onesto, giornaliero che si diversifica dagli altri.

Fattoria La Torre ovvero il “nuovo” che avanza. Una realtà immersa nei vigneti, dotata di attrezzature all’avanguardia  dove si è voluto interpretare il Vino partendo dal forte legame con il territorio in una visione che va decisamente oltre il tradizionale.

Contrapposizione? Assolutamente NO. Anzi. Certezza della potenzialità di un territorio che vuole “uscire” dal torpore, letargo, pigrizia in cui è scivolato e dimostrare sia con la rinnovata tradizione che con nuove sfide la propria capacità a proiettarsi ai vertici del panorama vitivinicolo italiano. Un sogno? A volte i sogni si avverano quando dietro c’è la convinzione “di valere”.

Quattro i vini presentati, due per Azienda. Vediamoli nei dettagli:

Montecarlo Bianco Doc Anna Maria Selmi. 2014 Diversi vitigni (7/8) previsti dall’ampio disciplinare. Il vino semplice come una volta. Di facile beva, fruttato al palato in evidenza la trama acido-sapida. Lungo quanto basta per richiedere il successivo sorso. Voto Montecarlo in un Salotto

Montecarlo Rosso Doc Anna Maria Selmi. 2014 Diversi vitigni (7/8) previsti dall’ampio disciplinare. Rubino luminoso con lampi violacei. Olfatto abbastanza complesso  e bocca bilanciata. Scorrevole con finale rustico. Voto Montecarlo in un Salotto

Altair (bianco) Fattoria La Torre. 2013. Vermentino 50% e Viognier 50% Un bianco importante a suggellare la vocazione “straniera” del territorio. La sua consistenza mostra la struttura. Al naso è la complessità che si esprime appieno. In bocca è morbido con una freschezza adeguata. Finisce lungo. Promette una buona tenuta nel tempo. Voto Montecarlo in un Salotto

Albireo (rosso) fattoria La Torre. 2012. Petit Verdot 100%. La scommessa  di produrre vini da vitigni internazionali. Gli elementi per farlo ci sono tutti e la risposta all’assaggio ci regala un vino dal colore intenso con sensazione cupe di speziati diversi. In bocca equilibrato con un tannino già levigato. Finisce lungo con retro nasali fruttati e speziati. Lunga vita a questo Petit Verdot. Voto Montecarlo in un Salotto

Vinsanto di Castello. Anna Maria Selmi. 2009. Trebbiano, Malvasia e Colombana. Il Vin Santo che ti aspetti. Dolce ma non troppo, fruttato passito che non stanca, anzi risulta ammaliante, sorso che lascia il palato subito orfano tanto da richederne subito un altro. Ritorni retro nasali piacevoli. Voto Montecarlo in un Salotto

La Montecarlo da ri-scoprire di volta in volta nella sua migliore espressione. Diverse anime tinte di bianco e rosso e noi pronti a declinare queste “sfumature” in ricchezza.

Urano Cupisti