Macea. Rispetto ed Umiltà

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Così è iniziato il mio colloquio con Cipriano Barsanti, meglio conosciuto come “Cipo”, enologo e proprietario, insieme al fratello Antonio, dell’Azienda Macea a Borgo a Mozzano:

“Questi i principi sui quali basiamo il nostro lavoro: rispetto per un territorio che la politica e le dinamiche economiche stanno distruggendo. Umiltà nei confronti della natura che troppo spesso è trattata come qualcosa da sottomettere a proprio piacimento”.

Ci troviamo nella Media Valle del fiume Serchio, in Provincia di Lucca,  tra gli Appennini e le Alpi Apuane.

Molti si ostinano a considerare questa valle parte integrante della più conosciuta Garfagnana. Consiglio di venire a vedere le differenze dei territori, delle tradizioni e allo stesso tempo sconsiglio di chiamare gli abitanti della Media Valle: garfagnini. Vale anche il contrario. In entrambi i casi “è considerata un’offesa”.

Ammetto: sono in debito verso Macea, i due fratelli Barsanti e i loro vini.

Nei primi assaggi, alcuni anni fa, non colsi le possibili progressioni che di solito avvengono nelle evoluzioni di vini prodotti da impianti giovani. E di questo me ne cruccio.

Azienda Macea. Le vigne

Poiché è un mio principio non parlare dei vini che ritengo “mediocri”, ho sempre “snobbato” i vini del “Cipo”. Fino all’ultima edizione di Eccopinò, l’evento annuale dell’Associazione Vignaioli di Pinot Nero dell’Appennino Toscano, che si è svolto proprio nelle terre di Macea, a Borgo a Mozzano.

Durante i vari assaggi un collega mi portò un calice di vino senza menzionare il nome del produttore chiedendomi cosa ne pensassi. «Un bel vino, aggraziato e quasi aereo nella sua levità. Deliziosamente rinfrescante, forse in debito di alcuni dettagli che si evincono dai Pinot Neri di questi territori (pensando al Mugello e Casentino)».

«Non siamo nel Mugello e nemmeno in Casentino. È il vino del Cipo, è il Pinot Nero di Macea» mi disse il collega.

«Non è possibile» pensai dentro di me vergognandomi della mia presunzione nei riguardi di questo vino.

Subito al tavolo di Cipriano Barsanti, a parlare con lui e scoprire quella che per me è stata una vera rivelazione.

 “Credo che solo chi è venuto a trovarci possa comprendere fino infondo il legame che abbiamo con la nostra terra. Siamo nati in questo fazzoletto, nel mezzo ad una valle ed è qui che stiamo portando avanti un progetto di valorizzazione del nostro territorio e delle potenzialità viticole di questa area. Sono queste montagne che rendono questo posto così particolare. I nostri vigneti variano dai 150 ai 350 metri ma la conformazione della valle fa si che le precipitazioni siano copiose, le escursioni termiche fortissime in estate, con giornate calde e notti molto fresche”.

Azienda Macea. Pinot Nero

Parlami di questo Pinot.

“Gli impianti risalgono al 1999. In cantina le vinificazioni sono spontanee senza l’utilizzo di lieviti selezionati aggiunti. Attualmente lavoriamo aggiungendo solo piccole dosi di solforosa. La vinificazione e svolta a vasca aperta in piccoli tini dai 5 ai 10 ettolitri di capacità. Alla svinatura i vini vengono messi in barriques dove rimangono per un anno senza travasi. Per i primi mesi vengono praticati dei batonage. Dopo un anno i vni sono travasati in acciaio dove sostano per circa sei mesi prima dell’imbottigliamento. Tutto qui”.

Adesso Macea sarà un indirizzo da consigliare non soltanto a coloro che seguono il “bio” e il “bio-dinamico”, vista la militanza del Cipo soprattutto nel seguire la filosofia “steineriana”, quanto agli appassionati del vino territoriale. Sì perché, nonostante le radici del Pinot Nero vengano considerate internazionali (direi francesi sviluppatesi in tanti altri paesi), nello specifico vale a dire nella Media Valle hanno assunto il ruolo di locale, unico nelle sue specificità, tout court.

Pinot Nero 2017, instradato verso i traguardi di eleganza nella sua territorialità. Un grazie al collega che mi ha fatto scoprire una realtà volutamente ignorata ed ha acceso in me, improvvisamente, quei riflettori di un successo vitivinicolo meritato. Chapeau Cipo, Chapeau Macea.

Urano Cupisti

Assaggio effettuato il 3 dicembre a Eccopinò 2019

 

Azienda Agricola Macea

Località Macea

Borgo a Mozzano (Lu)

Tel 0583 88100

info@macea.it

www.macea.it