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Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara

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Vinovagando al Vinexpo di Bordeaux. Non solo “vini francesi”. La Valle della Beqa nel calice

Tutte le volte che si è parlato di vino del Medio-Oriente ed in particolare di quello libanese si è fatto riferimento, come eccellenza,  a Château Musar ed al suo intraprendente proprietario, recentemente scomparso, Serge Hochar. Poco si sa di altre realtà se non da coloro che hanno visitato questo Paese ed in particolare la Valle della Beqa ( o Bekaa). Ricordo un mio viaggio giovanile effettuato da quelle parti nel 1964 prima della guerra civile (1975-1989) dove ebbi l’opportunità di visitare Château Musar ed un’altra grande realtà che risponde al nome di Château Ksara. Allora conoscevo poco il mondo del vino e solo raccontare di vini libanesi fu entusiasmante anche se incontravo incredulità e scetticismo. Poi il tempo mi ha dato ragione.

Ancora inesperto e “regolamentato” da “o buono o cattivo”, bevvi quelle che oggi definisco eccellenze senza possibilità di smentita. E proprio quei vini dello Château Ksara li ho ritrovati nel mio vinovagare nel Vinexpo di Bordeaux. Ricordi lontani e desiderio, da uomo di…vino, di riportarli alla memoria.

Lo Château Ksara ha un’antica tradizione vitivinicola risalente al 1857 ad opera della Congregazione di sacerdoti gesuiti presenti in quelle terre ad evangelizzare. Da allora innesti nuovi, vitigni portati dalla Francia, acquisizione di nuove vigne, hanno portato ad un imbottigliamento annuale di circa tre milioni di bottiglie esportandole in tutti i paesi del mondo dove si consuma vino.

Da circa dieci anni lo Château Ksara ha introdotto nuovi vitigni e sotto l’attenta presenza di enologi francesi iniziato affinamenti di vini diversi.

Oggi i vini di questo Château hanno un carattere ben specifico con un equilibrio gusto-olfattivo eccellente. Una delle cause del successo è dato dal particolare clima e dettato dall’altezza media vitata della valle (circa 800/900 metri) con l’ottenimento di vini  improntati sull’eleganza , raffinatezza e distinzione.

I nomi dei vigneti sono una leggenda: Ksara Estate, Tanail, Mansoura, Tal el Der, Tal Dnoub e Kanafar. Terreni sassosi con presenza di gesso e argilla.

Si producono vini rossi, bianchi rosé, vini dolci e superalcolici tra i quali il tradizionale Arak dal nome scontato ksarak. L’Arak è il distillato libanese d’eccellenza a base di alcool d’uva e anice verde. Ricorda il francese Anisetta.

La mia degustazione presso lo stand si è allargata a ben 10 campioni che sono stati tutti valutati tra l’ottimo ed eccellente e ben tre si sono meritati lo chapeau! convincendomi  totalmente con la loro acquisita “nobiltà”.

Château Blanc de Blancs, 2014. Chardonnay, Sauvignon Blanc, Semillon. Un ottimo blend che ci ricorda i Bianchi del Grave. Paglierino brillante ruota nel calice con tutta la sua consistenza. Al naso il bouquet di fiori bianchi accompagnati dai fruttati tropicali con ritorni aromatici. Al palato fresco, sapido ben equilibrato con le glicerine abbondanti. Lungo. Voto Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara

Chardonnay 2013. Un gran bel chardonnay in purezza stile francese. Ad occhi chiusi lo si colloca in qualche AOC della Linguadoca. Giallo paglierino trasparente si sprigiona al naso con tutto il suo apporto fruttato tropicale. Al palato la freschezza e la sapidità colpiscono e lo pongono come vino con possibilità di 8-9 anni d’invecchiamento. Voto Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara

Rosé de Ksara Cabernet Franc e Syrah. Rosé di tonalità chiaretto per i suoi vitigni di riferimento. Al naso ricco di tenui ritorni di frutti di bosco. Al palato pieno, con acidità equilibrata. Devo dire un gran bel Rosé Voto Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara

Réserve du Couvent 2012 Cabernet Sauvignon, Syrah e Cabernet Franc. Si entra nelle eccellenze ! Colore intenso imprenetabile. Ruota con difficoltà lasciando tracce ben nette di glicerine. Archetti stretti e perfetti. Naso complesso dove si avvicendono frutti di bosco, nuance speziate, vegetali e balsamiche. Al palato tannini ben integrati su vena fresco-sapida in equilibrio con alcolicità e glicerine. Voto Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara

Cabernet Sauvignon 100% 2011. Altra bella eccellenza. Un Cabernet in purezza di tutto rispetto. Rubino scuro splendente. Naso articolato su piccoli frutti, more, ribes spezie e vegetali. Al palato elegante con struttura avvolgente. Meritato Voto Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara

Château Rouge 2012. Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot. Taglio bordolese da posizionare nell’Haut-Medoc. Annata ancora giovane che attende nell’esprimersi al meglio. Naso ricco e complesso, palato coerente con l’olfatto. Lungo. Voto Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara

Château Rouge 2010. Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot. Aggiungo alla descrizione del precedente l’affinamento di due anni con all’interno una vendemmia da ricordare. Dire da dove proviene, alla cieca, sarebbe solo pronosticare. Complimenti! Voto Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara e chapeau !

Château Rouge 2008. Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot. L’annata lo penalizza un pò. Cede pur essendo sempre posizionabile nell’eccellenza. Da bere e non pensarci più. Voto Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara

Cuvée du Trisième Millénaire 2011. Cabernet Franc, Petit Verdot, Syrah. Di fronte a vini di questo livello bisogna solo restare in silenzio e meditare. Berlo in abbinamento? NO. Obbligo di centellinarlo goccia dopo goccia. Voto Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara chapeau !

Le Souverain 150, 2010. Cuvée Special Cabernet Franc, Arinarnoa, Merlot, Petit Verdot. Chiudo i miei assaggi con un’altra cuvée d’eccellenza. L’impronta bordolese si fa sentire nettamente. Svetta su tutti aiutato dal millesimo splendido. Maestoso! Voto Libano una realtà di eccellenze: Château Ksara e chapeau !

Purtroppo vedo nel pensiero corrente nazionale l’arretratezza culturale diffusa sulla viticoltura del Medio Oriente ed in particolare del Libano. All’incapacità o impreparazione spesso si collega una vera e propria malafede. E così, senza conoscere fatti e vera realtà, molti scrivono cose del tutto false, ingenerando errate rappresentazioni della realtà. Basterebbe ogni tanto allontanarsi dall’assaggiare e descrivere la normalità e scoprire eccellenze protette e celate in grotte sotterranee di 2 kilometri  come i vini dello Château Ksara nella valle della Beqa in Libano.

Urano Cupisti