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L’Armangia. Parlano i Vini

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“E’ difficile per un tecnico come me mostrarvi la parte poetica e affettiva di quanto vi sto per illustrare, riesco più a farlo con i miei vini che con le mie parole”. Ho conosciuto Ignazio Giovine della Fattoria L’Armangia durante l’ultima edizione di Terre d’Italia. La manifestazione che si svolge ogni anno a Lido di Camaiore (Versilia), nella tarda primavera.

Unico obiettivo: esaltare l’espressività, l’originalità e la dignità territoriale dei vini della nostra Italia. Vini d’Autore”. Così recita la motivazione per la partecipazione all’evento scritta da Fernando Pardini, leader dellAcquabona, il gruppo organizzatore. E l’azienda l’Armangia ne ha fatto parte a pieno titolo, selezionata come “interprete in grado di riassumere tutta una coralità di voci stilistiche richiamando a pieno titolo la qualifica d’autore”.

L’armangia vuol dire rivincita in dialetto piemontese. Per me e la mia famiglia era fondamentale contribuire a riportare la fama di Canelli a livello delle altre grandi città del vino, scrostando l’immagine industriale sedimentata negli ultimi decenni”.

Non male, devo dire, la presentazione e l’inizio della chiacchierata con Ignazio.

Studi in enologia, dalla fine degli anni ’80 inserito in azienda e dal 1993 produttore del proprio vino. Studio e lavoro costante in vigna e in cantina per esordire con due bianchi: lo Chardonnay Pratorotondo ed il Sauvignon Blanc EnnE EnnE. Successivamente, con i tempi dovuti, gli altri vini.

“Mia moglie Giuliana ed io gestiamo direttamente più di 10 ettari di vigneto nei comuni di Canelli, Moasca, San Marzano Oliveto e Castel Boglione”. Come dire “Ti presento il territorio, la mia Canelli”.

La figura importante del vignaiolo enologo emerge dalla conversazione. “Essendo enologo, mi occupo direttamente della cantina e dei vigneti, senza ricorrere a tecnici esterni, in modo da conferire ai miei vini il carattere esatto con il quale me li ero immaginati”.

Il territorio di Canelli, posto a cavallo tra Langhe e Monferrato, rivendica una combinazione pedoclimatica peculiare.

Fattoria l’Armangia

Canelli ovvero Moscato Bianco, Barbera e Tartufo. La Langa, con terreni calcarei di medio impasto insieme al microclima unico, portano alla produzione di vini bianchi longevi. Sui rilievi del Monferrato, con terreni argillosi e salini, la miglior Barbera d’Asti, ricca e complessa.

“Varia il paesaggio al variare delle stagioni, spesso influenzato lavoro dell’uomo nel vigneto e nei campi, con i colori mozzafiato dell’autunno ed il verde brillante dei filari pettinati in estate”.

L’amore per la propria terra, l’amore per i propri vini.  Le vigne come habitat diversi per diverse vocazioni:

VIGNETI CASTELLERO: Si tratta di un gruppo di singoli vigneti contigui aventi terreno e ventilazione differente. Impiantato a Moscato d’Asti e nella parte più bassa e fresca a Sauvignon Blanc.

VIGNA VERALDI: esposta a sud, con terreno meno idoneo al Moscato in quanto leggermente più argilloso e meno calcareo, ventilato. Impiantato a Nebbiolo, Cabernet Sauvignon e Merlot nella parte inferiore.

VIGNETI POZZETTO E MUDA: Gruppo di vigneti confinanti siti in Moasca, parte sul versante Ovest-sud-ovest e parte sul versante est/nord/est che dalla vetta della collina degrada dolcemente verso Castelnuovo Calcea e il Rio Nizza. Barbera e Albarossa.

VIGNETO BRAGLIA: Singolo vigneto posto sulla collina di Sant’Antonio in Canelli. Chardonnay

VIGNETO PRATOROTONDO: Un vigneto principale impiantato a Chardonnay. Una seconda piccola vigna del 1999, impiantata a Merlot e Freisa.

VIGNETO VIGNALI O DELL’AMERICANO: Trattasi di due vigneti di Barbera, di eguali caratteristiche, impiantati nel 1934 e nel 2002 nel comune di San Marzano Oliveto.

VIGNETO ‘D GIUANIN: Unico vigneto impiantato a Barbera nel 1991 in Località Gianola a Castel Boglione, a circa 300 mt di altitudine.

VIGNETO RITANO: Singolo vigneto a Moscato, posto sulla collina di Sant’Antonio in Canelli, impiantato fra il 1950 ed il 1997.

Gli Assaggi a Terre d’Italia:

Nizza Riserva 2015

Note aziendali: Le uve provengono dai vigneti aziendali siti nella parte occidentale dell’areale del Nizza, siti su esposizioni variabili da Sud-Est ad Ovest e con terreni che passano dal fortemente alcalino, povero di sostanza organica, drenante e ricco di scaglie tufacee, al alcalino-argilloso e profondo. L’altitudine varia da 200 a 260 m s.l.m. E la pendenza dal 5% al 15%. .+

La vinificazione classica in acciaio è seguita immediatamente dalla sistemazione in fusti di rovere da 300, 2000 o 3.400 litri del 100% del prodotto, da un secondo travaso variabile a seconda dell’evoluzione del vino da novembre a febbraio ed un terzo a fine luglio dell’anno successivo; ogni volta si miscela tutta la massa e si preleva nuovamente un 50% da riporre in barrique. La fase terminale dell’affinamento avviene esclusivamente in botte grande.

Le mie considerazioni: Olfatto ricco ed intenso, Significativa freschezza con morbidezza non invadente. Una Barbera Riserva di alto livello. Eccellente, voto 91/100

Piemonte Albarossa Macchiaferro 2011

Note aziendali:  Le uve provengono dal vigneto aziendale ad una altitudine di 250 m s.l.m. esposto a Nord-Est, con pendenza del 10 %, terreno fortemente alcalino, povero di sostanza organica, drenante e poco profondo. Sito caratterizzato da forte escursione termica giorno/notte, orizzonte orografico favorevole ad un prolungato soleggiamento, che determina precocità di maturazione.

Il vitigno impiantato è Albarossa, varietà ottenuta per incrocio fra Chatus e Barbera. Le uve vengono vinificate con vinificazione classica in acciaio, seguita immediatamente dalla sistemazione in fusti di rovere da 2000 litri dove per un periodo di circa 14 mesi

Le mie considerazioni:  In campo ricche sensazioni fruttate e speziate. Sapore disinvolto e gradevole con lunga persistenza. Fantastica scoperta. Eccellente, voto 90/100

Moscato d’Asti Canelli 2017

Note aziendali:  Uve provenienti da vigneti aziendali siti in Canelli, a circa 190 m s.l.m., esposti a Sud-Sud-Est, con una pendenza media del 15%, terreno fortemente alcalino con strati alterni di tufo e limo, ricco di scaglie di pietra calcarea.

La vinificazione con spremitura soffice, consta di una fase di conservazione a freddo ed una di fermentazione e presa di spuma in autoclave, che può durare fino a 30 giorni e si conclude con l’imbottigliamento.

Le mie considerazioni:  Un Moscato così era tanto che non lo bevevo. La risposta all’invasione industriale sedimentata negli ultimi decenni. Squisitezze vegetali e agrumi freschissimi. Al palato equa dolcezza, finale irresistibile, carbonica delicata e non invasiva. Vino da festa insostituibile. Eccellente, voto 91/100 meritatissimi!

Inoltre ho assaggiato:

Piemonte Chardonnay Non 2017, ottimo voto 86/100

Monferrato Bianco EnneEnne 2017, ottimo voto 86/100

Piemonte Chardonnay Robi&Robi 2015, ottimo 88/100

Barbera d’Asti Sopra Berruti 2016, ottimo voto 88/100

Nizza Titon 2015, ottimo voto 88/100

“Non esibiamo strumentali fotografie di cavalli che trasportano l’uva della vendemmia, non ci avete mai visto in programmi televisivi, intenti a vendemmiare al chiaro di luna, non esibiamo certificazioni biologiche talvolta vaghe e non ci facciamo immortalare abbracciati a capre o abbigliati con stivali di gomma e camicie a quadretti. Non è la nostra filosofia. Non è così che vogliamo vendere il nostro vino, ma con la trasparenza, la costanza nella qualità, la correttezza”. Chapeau!

 Urano Cupisti

 

L’Armangia

Reg S.Giovanni 122 – Canelli (AT)

Tel:  0141 824947

 info@armangia.it

www.armangia.it