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La ricerca di piccoli tesori nascosti

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Vinovagare nei Jura

Il paesaggio collinare del Jura è di quelli che ti affascina, lascia il segno nei ricordi. Paesaggi dolci che alternano vigneti, seminativi e pascoli. Percorri la D905 verso Puligny e ti imbatti nelle fruitiéres che niente hanno a che fare con frutteti o similari ma bensì con la produzione di alcuni formaggi. Anzi con uno dei 10 formaggi più importanti della Francia: il Comté. Una annotazione storica: il Generale Charles De Gaulle si chiedeva “ Come si può governare la Francia dove ci sono più di 250 tipi di formaggi?”. E lo diceva perché cosciente che discutere di formaggi tra i Francesi è quasi “un invito alla rissa”.

Il panorama ti da una sensazione di gioia e benessere. Vedere le mucche al pascolo (sono all’incirca 100.000 in tutta la regione) e pensare che ognuna di esse ha a disposizione circa un ettaro di terreno fa ben capire perché il formaggio Comté sia così ricercato ed apprezzato.

Dopo il paese delle fruitiéres, voltando verso nord e percorrendo la N83 il paesaggio collinare diviene sempre più costellato da vigneti bassi. Sembra di essere ritornati nella Cote de Bar. Infine trovi Arbois, il centro più importante del Vin Fou.

Ad Arbois e nell’intero Jura si fa vino fin dai tempi dei Romani. Fu però Filippo V, nel 1500, a dichiarare i vini di questa regione come vini di corte. Diciamoci tutta la verità: questi vini senza l’invenzione di Henri Maire intorno agli anni ’50 non sarebbero mai stati ricordati se non come semplici vini da pasto. E questo, ancora oggi, lo capisci dagli assaggi dei vari Chardonnay e Savagnin  bianchi e Poulsard, Trousseau , Pinot Noir neri.

Il “Vino Pazzo” che (meno frequente) fa esplodere una piccola parte delle bottiglie in cui viene conservato, nato anche questo per caso, altro non è che un Cremant prodotto con Method Ancestral. Oggi questo metodo è un po’ rivisitato. Fino agli anni ’80 e ’90 imbottigliavano succo d’uva lasciandolo  fermentare senza aggiunta di zuccheri. Dal 2000 in poi lasciano fermentare il mosto in inox a temperatura controllata un po’ bassa, rallentandola fino a bloccarla conservando un contenuto di zuccheri sufficiente a garantire  la ripresa una volta imbottigliato. 18-24 mesi sui lieviti per un colore carico, dorato e perlage finissimo.

Insieme ad alcuni amici di ventura (Giorgio, Daniele, Vasco e Lisa), nel vinovagare da queste parti, abbiamo degustato, presso il Domaine Henri Maire di Arbois:

Vin Fou Brut da uve chardonnay. Giallo dorato, carbonica fine, naso su toni fruttati di nespole, susine e continui efflussi di uva. Al palato fresco, sapido e mediamente persistente. Un piacevole cremant. Voto La ricerca di piccoli tesori nascosti

Vin Fou demi-sec da uve chardonnay. Dorato, spillo continuativo fine, abbondanti frutti a pasta dolce come nespole, albicocche, susine mature. Palato con avvolgenza carbonica fine e dotato di media persistenza. Bene e integrata la base zuccherina. Voto La ricerca di piccoli tesori nascosti

Ma il mondo del vino dei Jura niente sarebbe se non per la presenza di altri due piccoli gioielli: il Vin Jaune (vino giallo) e il Vin de Paille (vino di paglia). Il primo amato dai grandi Chef per la sua capacità di donare sapori ossidativi nell’uso in cucina e il secondo come vino da dessert per la sua particolarità di appassimento su “letti di paglia”.

Il Vin Jaune da uve Savagnin trascorre, per disciplinare, 6 anni e 3 mesi in botti piccole, scolme, senza subire travasi e rabbocchi. Ottenuto con il velo de flor (simile allo sherry amontillado) che lo protegge con la formazione, per evaporazione, della part des anges.

Vin Jeaune vitigno savagnin vendemmia 2006. Giallo dorato, profumi di panettone, cannella, frutta disidratata. Al palato intenso, buona la vena acido-sapida in equilibrio con la parte zuccherina, lunga persistenza. Voto La ricerca di piccoli tesori nascosti

Vin Jeaune zona Chateau  Chalon, vitigno Savagnin vendemmia 2004. Da considerare come un Grand Cru. Veramente particolare con il suo colore giallo carico, naso su nuances di patisserie, frutta candita, albicocca, cannella . In bocca molto elegante, intenso e persistente. Voto La ricerca di piccoli tesori nascosti

Il Vin de Paille da uve chardonnay, savagnin e poulsard si ottiene da appassimento su letti di paglia (che da queste parti non manca) finendo per darci, dopo tre anni di invecchiamento in piccole botti con una fermentazione molto lenta, un vino dolce naturale intorno ai 15-16 gradi.

Vin de Paille. Vitigni Savagnin, Chardonnay e Poulsard vendemmia 2009. Perfetta armonia tra alcool, zuccheri e freschezza. Delizia al naso con senso diffuso di ricchezza nella densità consistente. Voto La ricerca di piccoli tesori nascosti

E come non finire gli assaggi con un interessantissimo Macvin du Jura proveniente dalla lunga tradizione dei vini liquorosi francesi così tanti e così nascosti alle conoscenze dei più?

Macvin de Jura, assemblaggio di mosto e Eau de Vie de Marc de raisin de Jura. Peccato non averlo assaggiato su Foie Gras de Canard Poêlé caramellato con Macvin (la specialità di Arbois)

Bellissima ed interessantissima conoscenza di questa zona così singolare. Nel cuore dell’Europa occidentale, semi nascosta tra le alte cime dei Jura e dell’Alta Savoia vicinissima alla Borgogna e in cerca di una identità tutta sua. Henri Marie è riuscito con il suo gesto folle a dare inizio ad una Storia che nel tempo ha tolto il velo a piccoli tesori nascosti.

Urano Cupisti