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Il vermentino che non ti aspetti: il Narà di Leonardo Salustri misurato alla distanza

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Sarà certo stata anche la bottiglia giusta (con un tappo che non ha giocato brutti scherzi) ma questo vermentino ha regalato soddisfazione

Capita talvolta di ripescare dalla propria cantina vecchie bottiglie che magari ci si è dimenticati di stappare a  tempo debito. Non sempre ne hai rammarico; spesso al contrario ne scaturisce l’occasione, divertente, di  “rimetterle in gioco” per capire come e quanto anche il più semplice dei vini regge le rughe del tempo.

Il vermentino Narà di Leonardo Salustri, vignaiolo scrupoloso e scaltro in quel dei Poggi (Montecucco – Toscana), un vero e proprio vino “basic” non lo è, ma va anche detto che nel 2008 era alla sua sola terza uscita. Sarà certo stata anche la bottiglia giusta (con un tappo che non ha giocato brutti scherzi) ma questo vermentino ha regalato soddisfazione. Il colore è a metà strada tra il dorato e il paglierino, ancor oggi ricco di luce. Il naso inebria con sottili note idrocarburiche, fiori di mandorlo ed agrumi canditi. La bocca è ricca, rotonda, matura ma senza cedimenti. Presente ed armonica la chiusura, di buona profondità. Se ne trovate una bottiglia ed avete pari fortuna nelle sue condizioni di conservazione giocatevela su un formaggio caprino, fresco e pastoso.

IGT Toscana Vermentino 2008 Narà – Leonardo Salustri  (Poggi del Sasso – Montecucco) sullo scaffale (l’ultima annata) attorno ai 12 Euro.

Daniele Bartolozzi