I vini nascosti della Svizzera

“I vini della Svizzera sono relativamente sconosciuti”. Inizia così uno dei testi dove ho appreso i “fondamentali”  dell’Universo del Vino.

Universo del Vino di Catarina Hiort af Ornäs, svedese, che sottotitola con “Geografia, immagine e cultura delle regioni vinicole nel mondo”. Un testo dell’anno 2000 quanto mai attuale.

Nella sua semplicità Catarina ricorda che il motivo principale della scarsa conoscenza va ritrovato nella poca produzione che non riesce a varcare i confini della Confederazione Elvetica e il consumo è sostanzialmente interno. Anzi, per soddisfare il proprio mercato dei consumi il vino viene abbondantemente importato.

E allora per bere un eccellente Merlot del Canton Ticino dobbiamo varcare la frontiera di Lugano o farsi amico un “frontaliero”;

per bere un ottimo Chasselas del Valais dobbiamo varcare la frontiera del Gran San Bernardo e scendere a Martigny;

per bere uno straordinario Pinot Noir dobbiamo spingerci nel Canton dei Grigioni, nell’Oberland, là dove nasce il Reno (una delle due sorgenti), al confine con il Principato del Liechtenstein .

 

I distretti vitivinicoli seguono le zone linguistiche e sono influenzati da coltivazioni di vitigni appartenenti alle due aree maggiormente presenti: l’area tedesca dove ritroviamo le origini del Müller-Thurgau e quella francese caratterizzata dal Chasselas.

La presenza delle “eccezioni” che vanno oltre alle occupazioni e divisioni create dai popoli esistono anche qui. Ci ricordano che ben altri elementi naturali determinano le produzioni. I bacini idrici rappresentati dai grandi fiumi (Reno nel Nord e Rodano nel sud) e i numerosi laghi con l’effetto di mitigare il clima prevalentemente continentale I terreni morenici, ardesia e calcare, creano quelle “enclave esclusive” che non rispettano alcuna divisione e parlano la sola “llingua universale del Vino”. Ricordo gli assaggi di Pinot Noir del Cantone dei Grigioni fatti durante le Blauburgundertage, le Giornate del Pinot Nero in Alto Adige che sbalordirono tutti i presenti.

Calpestare i terrazzamenti del Valais o le dolci colline ondulate del Vaud e di Neuchatel rappresentano una esperienza unica.

Parlo di Vini Svizzeri perché recentemente insieme ad un amico abbiamo assaggiato e degustato 2 vini dello Château Souaillon di proprietà dell’enologo elvetico Laurent de Coulon con vigne nella zona dell’Aargau e Nuechâtel.

Due vini molto diversi tra loro vuoi per la provenienza delle uve, vuoi per i diversi modi di vinificazione.

Château Souaillon Gran Cru 2011 Purpuratus. Blend di Merlot e Cabernet Franc prodotto da Buess Vins a Sissach (Basilea). Rubino intenso ha rilasciato sulle pareti del calice una consistente massa gliceride. Al naso abbastanza intenso e abbastanza complesso . Frutta rossa e leggera speziatura. Al palato non del tutto equilibrato con le parti morbide maggiormente in evidenza. Persistenza aromatica media. Voto Il Silenzio Viticolo

Château Souaillon Gran Cru 2010 Nereus. Pinot Noir 100% prodotto da Buess Vins con uve provenienti dalla zona viticola di Neuchâtel e più precisamente dal Lago di Bienne nel Jurasudfuss. Un Pinot Noir diverso dai soliti con una sua specificità. Non conosco a fondo il territorio di provenienza, importantissimo quando si parla di un monovitigno ed in particolare del Pinot Noir. Ribes nero, humus e spezie lo caratterizzano al naso. Ben strutturato al palato con assaggio sapido. Media persistenza. Voto Il Silenzio Viticolo

Vini particolari ricchi di fascino e mistero. Calici che portano a scoperte di zone appartenenti al “silenzio viticolo svizzero”, ignoto o dimenticato, fuori dalle rotte vinicole famose, celebri, affermate dove trovare il diverso oggi è difficile.

Urano Cupisti