Vini da collezione. Il tasting
Vini da collezione. Il tasting

La degustazione Vini da Collezione del progetto Wine Tasting PR di Alice Romiti ha trovato la sua cornice ideale nel ristorante Secondo Tradizione, nel cuore del quartiere Prati. Un luogo che vive della stessa filosofia che anima questi “vini rari”: rispetto per il lavoro artigianale, centralità della materia prima, autenticità senza compromessi.

Vini da collezione. Ristorante Secondo Tradizione
Vini da collezione. Ristorante Secondo Tradizione

I vini protagonisti della serata

La degustazione ha permesso di esplorare il mondo dei vini da collezione, produzioni che raramente superano le 3.000 bottiglie e che nascono dall’urgenza espressiva del vignaiolo, più che dalle logiche di mercato. Sono vini che raccontano un territorio senza filtri, affrontando il rischio, lo stacco stilistico, la ricerca della propria autenticità. Un approccio che ha reso la serata un viaggio nelle profondità di tre territori vitivinicoli molto diversi fra loro.

Le Pignole: vocazione veneta tra calcare e basalto

La degustazione si apre con la realtà berica Le Pignole, cantina familiare nata nel 1978 a Brendola, “porta dei Berici”. In un territorio che unisce suoli calcarei e impronte vulcaniche, la Garganega e il Tai Rosso trovano una delle loro espressioni più nitide.
Il Don Mario Brut, metodo Charmat da uve Garganega 100%, il manifesto di una versatilità inaspettata dell’uva principe del Soave.  Mentre il Solara 2022, prodotto solo nelle annate migliori, in un massimo di 2 mila bottiglie, esprime in profondità la maturità tardiva del vitigno, racconta un Veneto intimo, lontano dalla retorica.

Cantina Capellini: l’eroica grazia delle Cinque Terre

Da Vicenza, al mare di Volastra, dove la Cantina Capellini coltiva 2 ettari suddivisi in oltre 200 microparcelle. Qui la viticoltura non è una scelta romantica: è resistenza culturale.
Il Cinque Terre DOP, con predominanza di Bosco, è il biglietto da visita dell’azienda: un bianco che custodisce l’identità di un territorio coltivato oggi su appena 100 ettari, contro i 1.400 di un secolo fa.
Il Menestrun d’Ua, invece, riporta ai tempi in cui il vino era un gesto quotidiano: un blend libero, vivace, da bere anche fresco. Un equilibrio perfetto tra vitigni noti e altri quasi scomparsi: 50% Sangiovese, Pollera Nera, Tettavacca, Vermentino Nero, Canaiolo e Merlot.

Mauro Altini titolare de La Sabbiona e Luigi de Gennaro
Mauro Altini titolare de La Sabbiona e Luigi de Gennaro

La Sabbiona: la Romagna che custodisce e innova

A Oriolo dei Fichi, nella Romagna più autentica, La Sabbiona di Mauro Altini testimonia come la viticoltura possa essere al tempo stesso tradizione e visione. Si ringrazia Mauro Altini che ha partecipato personalmente alla degustazione.

I suoi vini — dall’Alba della Torre all’Aica – Sangiovese Oriolo Riserva DOC — raccontano di una visione lungimirante e ampia, volta a dare valore alla propria terra, alla propria identità. L’Alba della Torre, Albana DOCG secco, rende omaggio alla storia millenaria del vitigno e al ruolo culturale della Torre di Oriolo. Aica – Sangiovese Oriolo Riserva parla di una storia di tenacia e grande passione.

In primis il nome: Aica era quello di una ragazza, siamo nel 925, che riuscì a difendere i possedimenti di famiglia contro i domini della chiesa. E poi il vino, un Sangiovese, coltivato nella vigna più vecchia di Oriolo dei Fichi.

Vini da collezione. Luigi de Gennaro
Vini da collezione. Luigi de Gennaro con Alice Romiti

Siamo di fronte a una testimonianza tangibile che “a Oriolo c’è sostanza”. La tradizione della viticoltura affonda le radici nei secoli e grazie all’impegno e alla sensibilità di alcuni animi lungimiranti, questo patrimonio culturale può, anche oggi, essere trasmesso e condiviso con tutti.

A chiudere, una Syrah sorprendente per profondità e coerenza stilistica, capace di coniugare potenza ed eleganza. Il nome in etichetta: Delirio, deriva da una storia raccontata dal produttore che ha fatto sorridere tutti gli ospiti.

ìLa chiusura della serata: due bottiglie alla cieca

Per rendere l’esperienza ancora più dinamica e coinvolgente, la degustazione si è conclusa con un gioco didattico: due bottiglie servite alla cieca, invito per i partecipanti a lasciarsi guidare dai sensi più che dalle aspettative.

La sorpresa è stata unanime quando le bottiglie sono state rivelate:

  • Rifugio – Ravenna IGT Centesimino 2015 de La Sabbiona
  • Creorosso – Colli Berici DOC Tai Rosso 2015

Due vini del 2015 ancora vibranti, integri, capaci di dimostrare quanto i vitigni territoriali, quando lavorati con cura e visione, possano regalare una longevità inattesa e un racconto profondo nel calice.

Vini da collezione. Amaro Ideale
Vini da collezione. Amaro Ideale

Amaro Ideale

La serata ha potuto contare anche sulla professionalità e sulla presenza coinvolgente di Luigi De Gennaro, manager di sala del noto ristorante Da Luigi, storica trattoria romana di alto livello. De Gennaro ha accompagnato il pubblico in un momento conclusivo particolarmente apprezzato: la degustazione degli amari Ideale, progetto del sommelier “stellato” e imprenditore Fabio Pelliccia.
Un amaro moderno, elegante, pensato per distinguersi dai prodotti industriali: alta qualità, ridotto contenuto di zuccheri, gusto pulito e raffinato, una linea di prodotti concepita per chi cerca autenticità anche nel fine pasto.

Le emozioni di un viaggio enologico artigiano

Il percorso tratteggiato dai vini presenti delle aziende — Le Pignole, Cantina Capellini e La Sabbiona — dimostra come la piccola produzione non sia un limite ma un manifesto: un atto di fedeltà al territorio, alla sua memoria e ai suoi rischi.

Vini da collezioneUn evento che non celebra solo il vino, ma chi lo produce, chi lo tutela e chi lo racconta — calice dopo calice — con la stessa autenticità con cui nascono i grandi vini da collezione.

Alice Romiti