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Fuori dai soliti percorsi. Undicesima tappa in Champagne: inizia l’avventura in Vallée de la Marne con prima sosta da Emile Leclère

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La valle della Marne conta una quantità di ettari vitati a denominazione non certo trascurabile

La valle della Marne, il fiume che dopo un lungo pellegrinaggio per le terre di Francia va a gettarsi nella Senna nei pressi di Parigi, conta una quantità di ettari vitati a denominazione non certo trascurabile. Oltre 5mila ettari di vigne ove il pinot meunier rappresenta la varietà di gran lunga più coltivata. Quest’uva è sinonimo di facilità di beva e frutto, dote certo non da disprezzare negli Champagne più docili e meno impegnativi. Il ciclo vegetativo annuale rende la varietà idonea ai climi più freddi e per vigneti di non ottimale esposizione; con un germogliamento tardivo ed una maturazione leggermente anticipata rispetto al suo fratello maggiore, il pinot nero,  si trova dunque perfettamente a suo agio nelle fredde vallate della Marne.

 

TAPPA N. 11 – EMILE LECLERE A MARDEUIL, VIVA IL PINOT MEUNIER!

Non si ha tempo di contare le ultime case di Epernay che già il cartello annuncia l’entrata a Mardeuil, piccolo villaggio d’ingresso alla Vallèe de la Marne. Siamo sulle sponde meridionali del fiume, zona in cui il vigneto ricopre interamente le basse colline e parte dell’ampio fondovalle; non a caso, la lunga via che taglia in due il paese è un susseguirsi di cantine. La prima sosta è da Emile Leclere, azienda storica (anno di fondazione il 1832) giunta alla quinta di generazione di Recoltant. L’ingresso è dei più suntuosi, con tanto di piccolo ma curatissimo giardino su cui si affacciano alcuni appartamenti agrituristici (i francesi gli chiamano Gite Rural). Ci accoglie in saletta di degustazione Marie Barbier, col marito Vincent Delouvin la quinta generazione a cimentarsi con le bollicine.

 

Ruolo di primo piano lo gioca qui, com’è giusto, il pinot meunier che occupa poco meno del 70% dei 12 ettari aziendali. A questa varietà la maison ha dedicato, in purezza, il suo Champagne di base, il Vincent Delouvin Brut, le cui fragranti note di frutta rossa sono perfette per uno sfizioso e dissetante Kir Royal, leggermente “sporcato” da qualche goccio (un decimo, secondo la ricetta) di crème de cassis. Sempre ben prezzate e giocate su un approccio disinvolto il Brut Reserve Emile Leclère, 80 di pinot meunier e 20 di chardonnay con dosaggio accattivante, ed il Rosè Brut, un pinot meunier con giusto saldo di pinot nero vinificato in rosso caratterizzato da una piacevole vinosità. Non manca nella serie di assaggi un Blanc de Blancs Brut, elegante e delicato come tradizione vuole, ed un Millèsime 2007, anch’esso affidato alla finezza delle sole uve chardonnay con breve passaggio (e si sente) in legno. Top di gamma, il Gènèration 5; chardonnay in purezza metà legno e metà inox senza fermentazione malolattica, dotato di grande freschezza, ottima sapidità e lunga persistenza.

 

La regola che vuole gli Champagne della Vallée de la Marne ben prezzati trova qui ampia conferma: meno di 13 Euro per il Brut Vincent Delouvin, pochi centesimi in più per il Reserve (ed è un vero e proprio oscar qualità/prezzo), il Blanc de Blancs ed il Rosè. Attorno ai 16 Euro il Millèsime, a 26 Euro il Gènèration 5 venduto in “single deluxe box”. Orari di ricevimento ampi, grazie anche all’annesso Gite Rural, e vendita  sempre assicurata.

Daniele Bartolozzi


EMILE LECLERE

15, Rue Victor-Hugo

MARDEUIL (Vallèe de la Marne)

www.champagne-leclere.com