Vitigno capriccioso, difficile, mutevole, instabile e chi più ne ha, più ne metta. Ma poi, una volta vinificato, il Pinot Noir è capace di sorprendere, meravigliare, stupire, sbalordire, strabiliare.
Basti pensare che il vino ritenuto il più famoso al mondo per antonomasia, che va oltre l’immaginazione, è un Pinot Noir 100% prodotto in Borgogna, nella Côte de Nuits: la Romanée Conti.
Il Domaine de la Romanée-Conti, universalmente noto come DRC, rappresenta l’apice indiscusso dell’enologia mondiale. Il suo nome deriva dal vigneto più mitologico, meta continua di pellegrinaggi da parte di amanti del vino di tutto il mondo: 1,8 ettari che producono appena 5.000 bottiglie annue. I prezzi per una bottiglia standard possono variare tra i 20.000 e i 30.000 euro, con annate rare che raggiungono cifre astronomiche.

Con modestia e umiltà, giovedì 22 gennaio u.s., insieme ad alcuni amici amanti del buon bere, sempre alla ricerca di emozioni da cogliere degustando calici di vino, ci siamo ritrovati all’Osteria Le Terme di Massaciuccoli, per un approfondimento su alcuni Pinot Noir italiani ed un paio d’intrusi fuori confine. Il tutto rigorosamente alla cieca, ovvero senza alcun indizio visivo, per eliminare condizionamenti esterni.
Tecnica utilizzata per valutare il vino esclusivamente attraverso l’esame sensoriale (vista, olfatto, gusto), garantendo massima oggettività.
Ci siamo domandati: il Pinot Noir deriva dal Pinot Blanc, come asseriscono alcuni studiosi tedeschi o viceversa, considerato progenitore di numerose altre varietà come Pinot Blanc, Pinot Gris o Pinot Meunier?
In Italia questo vitigno trova territori di grande vocazione in Alto Adige, in Trentino, in Friuli, nell’Oltrepò Pavese, in alcune zone dell’Appennino tosco-emiliano. Su scala mondiale viene coltivato con successo in Germania, Austria, Svizzera, Oregon, California, Nuova Zelanda, Australia, Cile, Tasmania e Cina.
L’approfondimento di giovedì 22 gennaio
– Pinot Nero I Feudi di Romans 2023, ottenuto con il Metodo Galimède. Il mio giudizio: buono voto 86/100;
– Pinot Nero Breganze 2021 Maculan. Il mio giudizio: ottimo voto 87/100;
– Pinot Nero Oltrepò Pavese Ca’ di Frara 2021. Il mio giudizio: ottimo voto 88/100;
– Pinot Nero Collina Zingèle 2021. Azienda Longariva. Il mio giudizio: ottimo voto 88/100;
– Pinot Noir Bourgogne Pierre Ponnelle 2022. Il mio giudizio: ottimo voto 89/100;
– Pinot Nero Riserva Flowers Alto Adige 2021 Azienda Von Blumen. Il mio giudizio: ottimo voto 89/100;
– Pinot Nero Maso Thaler 2020. Il mio giudizio: eccellente voto 90/100;
– Pinot Nero Riserva Sandbicher 2020. Il mio giudizio: eccellente voto 90/100.
La gradita sorpresa
– Pinot Noir Davaz Canton dei Grigioni. Il mio giudizio: eccellente voto 90/100.
Serata che ha unito piccoli e grandi vignaioli, relazioni incredibilmente complesse tra produttori e vigneti. Chapeau!
Urano Cupisti




















