Per capire i due terroir è necessario partire da molto lontano. La Champagne altro non è che una parte sostanziale di una depressione marittima che va da 135 milioni a 65 milioni di anni fa dove la Belemnite e il Micraster hanno dato vita al gesso. Non solo.
La Belemnite è costituita da calamari e seppie dell’era giurassica e il Micraster da conchiglie dello stesso periodo. Il resto dei suoli e sottosuoli risultano composti da calcare duro e tenero, sabbia calcarea, argilla calcarea (Marna), argilla e limo argilloso, sabbia silicea, rocce composite, marna grigia (tipica dell’Aube) e la GRIOTTE, poltiglia di colore avorio formatasi dall’insieme di fossili marini e minuscole conchiglie ben cementati tra loro.
Infine una serie di combinazioni attinenti al clima, al suolo, al sottosuolo e ai vitigni a rimarcare le differenze.
La Côte de Blancs dove il sottosuolo gessoso accoglie il vitigno Chardonnay fornendo il giusto equilibrio idrico e l’ottenimento di prodotti di particolare finezza e bilanciata sapidità;

L’Aube, in questo caso l’area del Bar-sur-Seine ed in particolare l’enclave di Urville dove la marna grigia e la grotte fanno del Pinot Noir un vitigno completamente diverso dal nordista che troviamo nella Montagne de Reims. Quello dell’Aube risulta vibrante, muscoloso, con una gradevole verve salina.
Tutto questo degustato in sette calici assaggiati in una serata molto istruttiva presso quella che sempre di più assume il connotato di Scuola di Vino: Osteria Le Terme di Massaciuccoli.
Questi i sette assaggi
Côte de Blancs:
– Extra-Brut Blanc de Blancs Diebolt-Vallois. Champagne semplice dedicato alla sete. Assemblaggio con vini di riserva. Buono, voto 86/100;
– Extra-Brut Blanc de Blancs Prestige Diebolt-Vallois. Champagne che ha rispecchiato il terroir di provenienza composto da uve Gran Cru. Eccellente, voto 90/100;
– Extra-Brut Blanc de Blancs millesimato 2018 Diebolt-Vallois. Champagne estroverso con note ben definite. Ottimo, voto 89/100.

Aube, Bar-sur-Seine
– Brut Carte d’Or Drappier. Champagne sans année bandiera della Maison. La maggioranza di Pinot Nero dell’Aube lo rende dinamico. Ottimo, voto 88/100;

– Brut Charles De Gaulle Drappier. Regolarità qualitativa rispettata. Champagne principe che è risultato il migliore della serata. Eccellente, voto 92/100;
– Extra-Brut Clarevallis Drappier. Champagne che non mi ha entusiasmato. Buono, voto 87/100;
– Brut Nature Zero Dosage Pinot Noir Drappier. Champagne in pieno stile Blanc de Noirs. Maturo ed equilibrato. Eccellente, voto 90/100.
Nel complesso tutti hanno fatto un’ottima impressione centrando in pieno l’obiettivo della serata: capire le differenze dei singoli terroir che compongono l’universo champagne. In questo caso le differenze tra Côte de Blancs (vitigno Chardonnay) e Aube, Bar-sur-Seine (prevalentemente Pinot Noir). Chapeau!

La mia personale classifica
- Brut Charles De Gaulle Drappier 92/100;
- Extra-Brut Blanc de Blancs Prestige Diebolt-Vallois 90/100;
- Brut Nature Zero Dosage Pinot Noir Drappier 90/100;
- Extra-Brut Blanc de Blancs millesimato 2018 Diebolt-Vallois 89/100;
- Brut Carte d’Or Drappier 88/100;
- Extra-Brut Clarevallis Drappier 87/100;
- Extra-Brut Blanc de Blancs Diebolt-Vallois. 86/100.
Urano Cupisti



















