È proprio vero: la pandemia ci obbliga a cambiare le consuetudini. Fino a febbraio 2019 eravamo noi, cultori enoici, ad andare a visitare le cantine, assaggiare le novità, a diffonderle. Dopo quella data sono i produttori a spedire i campioni a domicilio per continuare quel fil rouge che ci rappresenta come intermediari preferiti (addetti alla comunicazione) tra loro e i consumatori.

Coadiuvati da colleghi ed eno-amici di lunga data, a parlare dei vini, confrontarci. Come carbonari della prima ora, a volte sfidando il coprifuoco imposto, riuniti nelle nostre “segrete cantine” a gustare, assaporare, centellinare per poi diffondere, divulgare. In attesa del ripristino della agognata “normalità”.

A volte, per continuare l’allenamento necessario, ci riuniamo ed organizziamo “banchi d’assaggio”. Proprio come gli atleti. Perché un buon assaggiatore oltre dedicarsi a ricercare le sensazioni, gli aspetti materiali, deve dotarsi e rinfrescare continuamente la memoria, aggiornarla, stimolarla, rinfrescarla. E come diceva il grande maestro Émile Peynaud: “L’assaggiatore deve sempre essere in buone condizioni per comprendere il vino”.

Blind Wine Tasting

Insieme a cinque amici di “lungo eno-corso”, sabato 30 gennaio, ci siamo ritrovati intorno a sei calici contenenti vini a base merlot, per “rispolverare” i meccanismi e messaggi dei sensi.

Blind wine tasting. Ognuno ha portato un vino bendato a base merlot già aperto e richiuso con tappo anonimo e messo a caso nel panel di degustazione.

Oltre la scheda analitica doveroso scoprire la nazionalità specificando la zona, se vitigno in purezza o assemblaggio di più vitigni e quali, il percorso della vinificazione, arrivando a ricordare il produttore.

Ci siamo riusciti? Come sempre in parte. Ma devo riportare che l’allenamento ha dato risultati eccellenti e posso affermare: “Dateci il via, siamo prontissimi ed efficienti”.

Ecco come è andata con i giudizi e punteggi condivisi:

Casa e Chiesa, Azienda Tenuta Lenzini, Merlot 100%, Vendemmia 2019, Doc Colline Lucchesi, 14%. Vinificazione e affinamento in acciaio inox.

Le nostre considerazioni. Abbiamo riscontrato tutta la rinfrescante leggerezza di un merlot vinificato in acciaio e destinato ad una pronta beva. Finale al palato profondo senza perdere la sua naturalezza. Ottimo, voto 89/100

Cupinero, Azienda Col di Bacche, Merlot 98% e Cabernet Sauvignon 2%, Vendemmia 2015, IGT Toscana Rosso, Magliano, 14,5%.

Note aziendali. L’elevata disponibilità di luce e le caratteristiche podologiche dei suoli permettono la completa maturazione del vitigno Merlot, base ampelografica del “Cupinero”. I vigneti destinati alla produzione del “Cupinero” sono diradati nella fase fenologica dell’invaiatura, in percentuali variabili tra il 40% e il 50%.

Tecnica di vinificazione: le uve, raccolte nella prima decade del mese di settembre, subiscono una diraspigiatura soffice, segue la fermentazione alcolica in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata, variabile tra i 28 e i 30°C, cercando di favorire l’estrazione delle sostanze fenoliche con rimontaggi e delestages.

La macerazione sulle bucce ha una durata variabile tra i 18 e i 21 giorni. L’affinamento del Cupinero prevede l’utilizzo di barriques di rovere francese, in parte nuove ed in parte usate, per circa 1 anno. Oltre ai processi di affinamento in legno, prima della commercializzazione il vino affina alcuni mesi in bottiglia. La base ampelografica del “Cupinero” permette di essere molto longevo.

Le caratteristiche del Merlot si sposano perfettamente, attraverso la lenta e costante evoluzione scandita dal rovere francese, con il Cabernet, tali da conferire al vino ottime qualità di invecchiamento.

Le nostre considerazioni. Vino che riesce ad intessere un bel fraseggio aromatico. Una pennellata di eleganza. Eccellente, 91/100

M.A.S. Il Calepino 2015

M.A.S. Merlot Annata Storica, Azienda Il Calepino, Merlot 100%, Vendemmia 2015, IGT Bergamasca, Castelli Calepio, 15%.

Note aziendali. Vigneto: 250 s/m; Cordone Speronato 4000 piante ettaro. Produzione: 80 q/ettaro. Pigiatura – reso uva/mosto: 50%. Affinamento in botte: 24 mesi botte rovere da hl 25,00. Acidità totale: 5,5 gr/lt. Estratto secco: 34 gr/lt.

Le nostre considerazioni. Definirlo strano è stato poco. Il suo colore ci ha sviato: granato per un 2015 non poteva che riferirsi al particolare terroir della Val Calepio. Godibile e allo stesso tempo goloso ma lontano dagli stereotipi del merlot. Il che ha voluto dire una vendemmia più ritardata del normale e una vinificazione che ha espresso dettagli con misurata eleganza. Ottimo, 89/100

Chateau L’Enclos 2016

Chateau L’Enclos, Merlot 82%, Cabernet Franc 17%, 1% Malbec, Vendemmia 2016, Appelation Pomerol Controlée, Pomerol Bordeaux, 13%.

Note Aziendali. Il vigneto, circa 10 ettari, si compone di 38 parcelle. Le vigne di Château l’Enclos sono coltivate su suoli silico-ghiaiosi, con vene di argilla, che godono di un sottosuolo costituito da crasse de fer. I vini del Château sono noti a livello mondiale, grazie alle varietà tipiche di Pomerol. Fermentazione in botti di legno, malolattica ed affinamento per 18 mesi in barriques.

Le nostre considerazioni. La potenza del terreno argilloso nelle trame di questo Pomerol. Ricco, potente e lungo. Fascino seduttivo. Eccellente, 94/100

Opera in Nero, Azienda Podere La Chiesa, Merlot 100%, Vendemmia 2013, IGT Toscana, Terricciola (Pi), 13,50%.

Note aziendali. Sistema di allevamento Cordone speronato. Densità di allevamento 4.500 piante per ettaro. Resa per ettaro 50 quintali uva per ettaro. Resa per ceppo 1,1 kg uva per pianta. Vendemmia: manuale in cassette. Fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata <28° su lieviti, 12/15 giorni sulle vinacce. Affinamento 18 mesi in tonneau francesi 18 mesi in bottiglia.

Le nostre considerazioni. Al palato opulento e vigoroso sorretto da un tannino setoso. Il finale lunghissimo a chiudere un’opera musicale in nero. Eccellente, 92/100

Baron Salvadori 2003

Baron Salvadori, Azienda Nals Margreid, Merlot 100%, Vendemmia 2003, Doc Alto Adige, 14%.  L’azienda non ha fornito alcuna nota. Dall’assaggio abbiamo dedotto che abbia fatto un percorso di vinificazione in legno con permanenza minima in barrique per 18 mesi.

Le nostre considerazioni. Un merlot venuto dal freddo con ben 18 anni ben portati. Abbiamo dovuto attendere per godere della sua complessità olfattiva. Al palato ha espresso la sua classe con una finezza tannica non comune, una delle cause della sua longevità. Eccellente 92/100

Mai perdere il gusto di assaggiare e degustare il vino, vuoi per parlarne a favore di altri, vuoi per regalarsi quel profondo piacere vero motore delle nostre scelte. Chapeau!

Urano Cupisti