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Château du Tertre: il Margaux che ti affascina

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Chateau du Tertre. La barriccaia

Château du Tertre. “Hic uva, ubique nomen”. Il Margaux che ti affascina

Il riflesso dell’anima del suo terroir

Dire è un Grand Cru de Bordeaux, se da un lato ci ricorda grandi vini, dall’altro non significa niente se non si ricorda il terroir di provenienza.  Se proviene dall’alveo della Garonne, della Dordogne o della Gironde. Perché il Bordeaux vitivinicolo è un mondo a sé.

Hic uva, ubique nomen

Calpestando i territori del Bordeaux capisci le sfaccettature, le diversità negli allevamenti e vinificazioni.

“La rive gauche è la patria dei Cabernet, la rive droite quella del Merlot”. Poi, nel visitarle ti accorgi che non è proprio così. Come nel caso di Château du Tertre, ad Arsac, nel cuore dell’appellation Margaux.

IL TERROIR

Dai tempi preistorici i due fiumi, Garonne e Dordogne, hanno portato breccia e sedimenti provenienti dai Pirenei (Gironde) e dal Massiccio Centrale (Dordogne).

Chateau du Tertre

Nel Medoc, in particolare nell’Haute-Medoc di cui l’appellation Margaux fa parte, i terreni non sono particolarmente fertili. Lo strato in superfice di graves (breccia)obbliga la vite a cercare nutrimento in profondità , ricca di minerali.

Château du Tertre, trovandosi con i propri 52 ettari di vigneti al centro del Margaux, non risente delle palus, i terreni prospicenti  la Garonne, troppo pesanti che incidono negativamente sulla qualità dei vini. L’area poi è protetta dai venti atlantici che s’incanalano nel lungo estuario della Gironde (circa 100 Km).

I VITIGNI

I vitigni allevati a Château du Tertre, si trovano tutt’intorno allo Chateau.

Margaux, vigneti

Cabernet Sauvignon, il vitigno che si associa maggiormente al Bordeaux-rive gauche, con il suo apporto tannico e colorante, Cabernet Franc, l’errore più comune è quello di considerarlo inferiore al suo “cugino” Cabernet Sauvignon, con l’apporto erbaceo nella complessità olfattiva, Merlot, utilizzato nei blend della Maison per circa il 30%, che apporta morbidezze e generosità, infine Petit Verdot con i suoi tannini nobili e ottima acidità che negli ultimi tempi, nei blend, è maggiormente presente.

LA CANTINA

Dotata di vasche di cemento troncoconiche per le fermentazioni alcooliche separate e di una barriccaia dove ogni anno “girano” la metà dei contenitori.  I vini affinano dai 18 mesi a 24 mesi. Stoccaggio vendemmiale di circa 10 mesi.

GLI ASSAGGI

Il momento dove, da sempre, la Maison (in questo caso lo Château)  svela la propria anima.

I tronco-conici

Les Hauts du Tertre 2015.55% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot, 25% Cabernet Franc.Il “secondo” vino. Mi è venuto da dire: “Se il buongiorno di vede dal mattino…”. Chiamarlo “secondo vino” è assolutamente riduttivo. I terreni ci consegnano un vino convincente con una grinta sapida conservando una solida eleganza. Eccellente, voto 90/100

L’annata 2010

Château du Tertre 2012. 55% Cabernet Sauvignon, 27% Merlot, 11% Cabernet Franc e 7% di Petit Verdot.Se mi sono emozionato con il “secondo” vino, con questo…Struttura tannica più solida avvolta da una eleganza che caratterizza  questa appellation. Eccellente, voto 93/100

Château du Tertre 2010.70% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot, 10% Petit Verdot.In questo millesimo lo Château ha voluto aumentare la presenza del Cabernet Sauvignon e sostituire il Cabernet Franc  con il Petit Verdot con il risultato di ottenere un Bordeaux intenso, ampio nella complessità olfattiva, elegante al palato, persistente e “ancora giovane”. Eccellente, voto 95/100. Chapeau!

Urano Cupisti

Assaggi effettuati nel 2018

 

Château du Tertre

Arsac-Margaux

tertre@chateau-giscours.fr

www.chateaudutertre.fr