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Biondelli, la storia, la vocazione della Franciacorta

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Il cuore della Franciacorta aperto al Mondo

Vinitaly, la manifestazione vinicola che ha cadenzato l’evoluzione del “nettare degli Dei” negli ultimi cinquantanni, è anche e soprattutto promozione. Partire dai territori di origine, valorizzarne la cultura e favorirla, sostenere la diffusione dei prodotti. In questo contesto la Regione Lombardia si è presentata all’appuntamento con le migliori etichette dei vari territori contrassegnati da Doc e Docg. Tra queste, il ruolo di zona maggiormente trainante, è detenuto dalla Franciacorta: la vocazione di un luogo per il vino.

Antichi borghi, castelli, ville patrizie, chiese e abbazie immerse nella Storia. I Monaci Benedettini (cluniacensi) che con il loro interesse dedito alla bonifica di questa terra, riuscirono ad ottenere sgravi fiscali (oggi parleremmo di “porto franco”) tanto da accreditare l’origine del nome Franciacorta a Corti Franche.

L’invito, durante il Vinitaly, alla degustazione dei prodotti dell’Azienda “franciacortina” Biondelli ormai è diventato, per il sottoscritto, l’appuntamento irrinunciabile per trovare nei calici la vocazione spumantistica e predilezione d’intenti.

Recita il motto aziendale: Il cuore della Franciacorta aperto al Mondo. Non parole di solo “effetto mediatico” ma il risultato di impegno e passione familiare che “ nel tempo ha contraddistinto tutti i membri della Famiglia Biondelli nelle attività e nelle iniziative da loro intraprese”. Oggi la cascina cinquecentesca posta nella valle del Longarone, nei pressi del centro abitato di Bornato, racchiude nei suoi sotterranei, la cantina in grado di garantire la produzione di vini di alta qualità “in un perfetto connubio tra tradizione e modernità”.

Joska Biondelli con alla sua destra il Dott. Cesare Ferrari (meglio conosciuto come l’enologo della Franciacorta) e alla sua sinistra Claudia Bondi, PR aziendale e affermata sommelier specializzata in particolare nei perlage (ambasciatrice dello champagne in Italia), parla sì della Storia familiare, di quello che ha rappresentato e rappresenta, ma preferisce lasciare spazio ai suoi prodotti perché alla fin fine sono loro  gli incaricati, delegati a rappresentare la realtà aziendale.

Brut non millesimato chardonnay 100% (produzione 2013) Elegante sin dalla vista con il suo perlage finissimo e continuo. Naso ricco e molto articolato dai floreali (bianchi) ai fruttati (ananas e pesche), sottile mineralità e leggera boulangerie. Al palato la carbonica finissima ha accarezzato la lingua, piacevolmente fresco e sapido. Ottimo Voto 87/100

Brut non millesimato chardonnay 100% (produzione 2012). L’evoluzione di un ulteriore anno a ricordare la sua piacevolezza. Voluminoso e di buona struttura. Un passo in più del precedente. Ottimo Voto 89/100

Satèn 2012. Chardonnay 100%. Luminoso con paglierino tendente al dorato. Aromaticità articolata con dolcezza e delicatezza. Al palato fresco con la sua carbonica gentile accarezzante. Coerente con il retro olfattivo. Ottimo Voto 88/100

Première Dame 2011 nature Chardonnay 100%. 40 mesi la permanenza sui lieviti e si sentono. Paglierino dorato, ampio e ricco al naso di patisserie delicata e tostature non invadenti. Al palato la raffinatezza della carbonica e la struttura importante con ancora tanta gioventù da maturare. Un blanc de blancs di grande interesse meritevole dell’eccellenza: Voto 90/100

Gli assaggi hanno manifestato e messo in rilievo una eleganza particolare frutto della gestione nel rapporto tra uva, sistemi di produzione agricola e natura dei terreni. Mettiamoci poi le tecniche di cantina ottenendo così la raffinatezza che contraddistingue gli spumanti Biondelli. Come non essere presente anche il prossimo anno.

Urano Cupisti