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Bindi Sergardi

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Una Storia d’Amore che continua a vivere (e resistere) nel tempo

Sono in atto da alcuni anni nelle Aziende vinicole, in particolare quelle posizionate nelle zone maggiormente vocate, passaggi di proprietà legati ad interessi d’investimento nel settore vitivinicolo. Ne registriamo di continuo con risultati a volte sorprendenti perché legati a personaggi che in fondo in fondo amano la terra e quello che la terra dona e può donare. A volte invece ed aggiungo ahimè ci troviamo a registrare meri investimenti di denaro mossi dal solo profitto e a stravolgimenti aziendali nel nome del rinnovamento. E il territorio perde la sua identità.

È  accaduto che, da un semplice sorso, dalla conseguente curiosità, sia stata scoperta una Storia d’amore per la terra, il territorio, il proprio lavoro che dura da secoli (mi hanno suggerito ben sette). Una Fattoria, meglio chiamarla così, la cui proprietà è passata di generazione in generazione: Fattoria Bindi Sergardi.

All’inizio, siamo nel ‘500, due famiglie Bindi e Sergardi decisero di intrecciare i loro destini con due matrimoni. Fratello e sorella Bindi che sposarono sorella e fratello Sergardi; il patto di sangue per risolvere contese e città

Una Storia di famiglie nobili legate alle vicissitudini della Repubblica di Siena. Oggi gli eredi abitano ancora quella villa che vide CarloV firmare la pace dopo la conquista della Città.

L’intera proprietà è suddivisa in tre zone comprese nella Provincia di Siena.

I Colli.  Situata nella zona del Comune di Monteriggioni questa parte di fattoria si estende per 150 ettari di cui 20 vitati posti ad una altitudine massima di 250 mt.s.l.m. e facenti parte del Chianti Colli Senesi Docg. Boschi e Oliveti ricoprono la rimanente area di proprietà.

Mocenni. Si estende per circa 230 ettari di cui 60 vitati. La sua altitudine porta al picco di 450 mt s.l.m. e si trova nella parte Nord-occidentale del Comune di Castelnuovo Berardenga facente parte della Docg Chianti Classico. Acquisita dalla Famiglia nel tardo ‘700  oggi rappresenta l’area più importante e vocata per la produzione dell’eccellenza.

Marcianella. Si estende per circa 450 ettari di cui solo 20 a vigneto. Posizionata nel Comune di Chusi ad altezze di 250 mts.l.m.  Zona legata alla produzione del vino fin dall’epoca degli Etruschi, la Famiglia Bindi Sergardi l’acquisì nella metà del ‘700. Rientra sia nella Docg Colli Senesi che nella Docg Chianti.

Quindi a conti fatti si parla di circa 1.000 ettari di cui solo il 10% vitato. Il resto boschi, oliveti e terreni agricoli. Tra i vitigni domina da sempre in assoluto il Sangiovese: il vitigno della Fattoria Bindi Sergardi.

Il sangue di Giove, amico, compagno sodale, parente. Il messaggio legato alla comunicazione è, da tempo, lasciato a Nicolò Casini e alla sua ode al sangiovese.

“Il sangiovese è allegro, è saggio, si colora col sole, ma si riempe con la pioggia, ama il caldo ma la frescura lo ravviva.

Appena arriva in cantina la satura dei suoi profumi.

Dona i suoi zuccheri ad un alcol pieno di sapori, né troppo né troppo poco, quanto basta a far felice un uomo od una donna che lo apprezzino.

D’inverno si nasconde dentro la vite, ma a primavera riapparirà trionfante con una candida fioritura piena di evocazioni e gioia.

Ma soprattutto è una presenza e uno stimolo continuo, pungente, gentile e fermo per tutti noi che condividiamo con lui il meraviglioso susseguirsi delle stagioni, della vita delle piante e dei frutti che ci offrono.

Dobbiamo rispettare e aver cura del nostro amico, compagno sodale e ne saremo generosamente ripagati”.

Se non è Amore questo!

All’inizio ho accennato ad un “sorso” che mi ha sedotto. E l’attenzione ai vari vini si è fatta ancor più attenta. L’occasione è stata l’evento “Terre d’Italia”. La conoscenza suggerita dall’amico Gianmarco Masetti.

Questi gli assaggi:

Chianti Classico La Boncia 2014. Sangiovese 100%. Proveniente dalla Fattoria  di Marcianella. Un Chianti generoso, fruttato, buono, meritevole di 84/100

Chianti Colli senesi Al Canapo 2014. Sangiovese 100%. Proveniente da I Colli. Il riferimento, nel nome, al Canapo del Palio di Siena e il cercare le stesse emozioni della “partenza”, è evidente. Marca il territorio. Vino di qualità superiore. Il Chianti senese. Voto 87/100

Chianti Classico La Ghirlanda 2013. Sangiovese al 97% e altre uve per il 3% restante. Siamo di fronte ad un Chianti Classico della zona sud della denominazione, nel Comune di Castelnuovo Berardenga. Colore rubino luminoso, naso che spazia dai floreali maturi, viola mammola su tutti, ai fruttati per terminare ed aprirsi a ventaglio su note speziate quanto basta. Al palato equilibrato con tannini che stanno evolvendo verso la finezza. Voto 89/100

Chianti Classico Riserva Calidonia 2012. Sangiovese al 97% e altre uve per il 3% restante. Vino proveniente da Mocenni dedicato a Calidonia Sergardi  che sposò Gerolamo Bindi; nel rispetto di quella coppia che non riuscì ad avere figli ma che partecipò al patto di sangue. Una riserva come vino prezioso riservato alla famiglia. Voto 89/100

Simbiosi 2012. Tutto ha un senso che ci riporta inevitabilmente alla Famiglia. Ricordare che i Bindi provennero da Chiusi, i Sergardi cittadini di Siena. L’unione, la Simbiosi : la decisione di lasciare a due vitigni allevati a Chiusi, Fattoria Marcianella (il riferimento ai Bindi)  e a  Mocenni (il riferimento ai Sargardi),  la possibilità di rappresentare  il patto di sangue. Merlot e Cabernet Sauvignon. Colore rubino impenetrabile. Naso complesso su note fruttate, vegetali e speziate con evidente finale su tostature e vaniglie. Al palato la freschezza e la sapidità sono sorrette da glicerine ben dosate che contribuiscono al rilievi dell’equilibrio. Persistente con ritorni retrolfattivi in linea con le percezioni nasali. Voto 90/100

Due parole sul Progetto Mocenni. Due realtà legate a due particelle del territorio di Mocenni: una al Sangiovese, contraddistinta con il numero 89 e l’altra al Cabernet Sauvignon contraddistinta con il numero 91. La ricerca prima di procedere in nuove avventure. Capire se i vini rispecchiano il territorio. Il n° 89 è rientrato nella Classificazione Gran Selezione, il 91 nell’Igt Toscana. In Famiglia la discussione sui risultati fin qui acquisiti continua e i due vini continuano ad essere prodotti per il piacere dei degustatori e non solo.

Il mio particolare giudizio:

Chianti Classico Gran Selezione 2011.  Particella 89. Sangiovese 100%. Percorso di cantina che ha visto la prima fermentazione in recipienti Inox per poi passare in barriques  dove ha svolto la malolattica e affinamento per 24 mesi per poi continuarlo in bottiglia per 18 mesi. Percorso curato che ha concesso un vino rosso rubino intenso, naso complesso con terziari  piacevoli. Al palato la vena fresco-sapida ben bilanciata da polialcoli che donano morbidezza. Tannini nobili. Siamo all’eccellenza. Voto 91/100

Particella 91 Mocenni. Igt Toscana. Cabernet Sauvignon 100%. Rubino intenso impenetrabile. Ruota nel calice lasciando morbidezze sotto forma di archetti fitti. Al naso la complessità di un eccellente Cabernet Sauvignon con l’erbaceo ben amalgamato con i terziari in evidenza. Al palato sono i tannini che fanno presagire lunga vita a questo vino. Anche con questo campione siamo all’eccellenza. Che dire: che il progetto continui per la piacevolezza di tutti. Voto 91/100

Storie legate all’identità toscana, territori vocati da sempre alla coltivazione dell’uva, tecniche aggiornate nel tempo ma in linea con le norme per la protezione dell’ambiente e la tutela e bellezza del paesaggio chiantigiano. Un concentrato di toscanità che è riuscito a salvaguardare la Famiglia dai continui canti delle sirene del solo profitto e a non cedere. Una Storia d’Amore che continua a vivere (e resistere) nel tempo.

Urano Cupisti