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Armagnac, il velluto in bocca

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Storia di alcuni assaggi di Armagnac Delord di Lannepax, nel Bas-Armagnac. “Mi dia un Armagnac”. “Quale?”

È sempre l’inizio di una avventura. Avvicinarsi all’Universo dei distillati in Francia da parte del semplice consumatore e dei principianti risulta sempre un impresa. Siamo nella Guascogna, una delle Regioni storiche della Francia, a 120 km sud di Bordeaux e 70 km ovest di Toulouse. Terra di oche, pollame, cereali e produzione di Vino, prevalentemente bianco da utilizzare per la distillazione.

I vitigni sono principalmente quattro: Ugni Blanc, il Colombard, la Folle Blanche (detto localmente Piquepoult) e il Baco Blanc, un ibrido nato per combattere la fillossera composto dall’incrocio della Folle Blanche con un autoctono americano: Noah.

Molti piccoli produttori indipendenti assimilabili ai RM della Champagne (Recoltant Manipulant) presenti nella zona del Tenareze e in parte dell’Haut-Armagnac “allevano” ancora vitigni come Jurançon, Mauzac, Clairette de Gascogne ed altri.

L’Armagnac come il Cognac non sfugge al difficile orientamento normativo che rappresenta in generale  il mondo del Vino francese e le etichette risultano di difficile interpretazione.

Le zone di produzione sono: la Bas-Armagnac, la Haut-Armagnac e la Tenareze. La loro dislocazione non segue un criterio d’orientamento legato a Nord (Haut), Centro (Tenereze, Sud (Bas) ma al terroir che ci rilascia prodotti più o meno pregiati. Ed allora la cartina geografica ci rivela Il Bas-Armagnac posizionato ad Ovest, il Tenereze al Centro e l’Haut-Armagnac ad Est e Sud (l’area più vasta).

Le tecniche di distillazione si differenziano dal Cognac  e risalgono a molto tempo prima. Gli alambicchi sono di rame a ripiani dove il mosto viene sottoposto ad una unica fase di distillazione (continua) e quanto prodotto viene fatto invecchiare in grandi botti di quercia ad una temperatura pressoché costante sui 15°. Per il disciplinare l’invecchiamento deve essere superiore ai tre anni. Ma le difficoltà nell’interpretazione delle etichette continuano. Quasi  sempre riportano l’anno della vendemmia e quello di imbottigliamento. Facile dedurre il periodo passato in botte. Non è così.

Infatti raggiunta la maturazione viene travasato in damigiane di vetro (dame-Jeannes) cessando così di evolvere e non prendere successivi gusti del legno che potrebbero “deviarne” gli aromi. Successivamente viene imbottigliato e messo in commercio.

Eesempio pratico : un Armagnac che porta in etichetta la vendemmia 1940 e la messa in bottiglia 2010 non significa che sia stato in botte 70 anni. Potrebbe esserci stato 30 (fino al 1970) per poi affinare in damigiana fino al 2010 (40 anni). A complicare le conoscenze di questo distillato sono le sottozone non riconosciute ufficialmente dalla normativa esistente ma di fatto  “arcinote agli intenditori e estimatori”.

Tra queste la più famosa è Grand Bas-Armagnac posta nella zona centrale del Bas a cavallo tra i dipartimenti di Gers (sud) e Landes (nord).

La conoscenza non finisce qui.

Non si hanno solo distillati provenienti da assemblaggi dei vitigni presenti. A volte alcuni distillatori ed affinatori producono bottiglie contenenti acquaviti da mono vitigno. In questo caso il Folle Blanche è considerato il più pregiato. Insomma  un Bas-Armagnac della sottozona Grand Bas-Armagnac  di 70/80 anni prodotto con Folle Blanche  è il massimo che si possa degustare

Comunque eccellenti rimangono pure quelli provenienti dall’Haut e dal Tenareze. In quest’ultima zona si possono acquistare magnifici distillati ottenuti con il metodo discontinuo, come quello usato  nel Cognac, con il risultato di Armagnac  più morbidi, profumati.

Durante il Vinexpo di Bordeaux, nel Giugno 2015, mi è capitato di essere stato coinvolto in una degustazione di Armagnac Delord, una delle distillerie più famose del Bas-Armagnac posta a Lannepax.

Una storia di famiglia che ebbe inizio nel lontano 1893. Oggi la Maison possiede 42 ettari di vigneti  dove sono presenti i quattro vitigni maggiormente rappresentativi ( Ugni Blanc 56%, Colombard 24%, Baco 14% e Folle Blanche 6%) per una produzione di  sette (7) tipologie di prodotti: Fine Armagnac, Armagnac VSOP, Hors d’âge, 20 ans d’âge, 25 ans d’âge, l’Authentique, Blanche Armagnac.

Le mie degustazioni:

Bas-Armagnac 25 ans d’âge. Bouteille “Ariane” Elegante al naso, molto complesso nelle speziature, tannini ben evoluti. Voto Armagnac, il velluto in bocca

Bas-Armagnac  Raccolta 1992 messo in bottiglia nel 2005. Ben distinto al naso, Note di vaniglia accompagnano altre spezie. Rotondo al palato. Voto Armagnac, il velluto in bocca

Bas-Armagnac Raccolta 1985 messo in bottiglia nel 2005. “Ornato” al naso da speziature percettibili in progressione. Al palato tannini distinti e raffinati. Voto Armagnac, il velluto in bocca

Bas-Armagnac raccolta 1975 messo in bottiglia nel 2005. Il velluto in bocca. Eccellente. Voto Armagnac, il velluto in bocca e chapeau!

Un breve viaggio nella riservata ricchezza di questa Regione dove l’arte della distillazione si perde nella notte dei tempi  e, per capire a fondo le produzioni, bisogna viverne l’esperienza.

Urano Cupisti