ANCORA ANTEPRIME PARTE I. CONSIDERAZIONI GENERALI

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Una riflessione sul sistema delle Anteprime si impone con sempre maggiore urgenza. Non solo per la maratona degustatoria alla quale sono sottoposti i giornalisti, ma anche per i grossi problemi di interpretazione che derivano da vini che in questo periodo dell’anno sono ben distanti dall’essere definitivi e ben definiti.

Viene da sorridere quando descrizioni di campioni da botte vengono assunti come dati definitivi con una serie infinita di riconoscimenti olfattivi che magari hanno un senso in questo momento ma che sono destinati a trasformarsi velocemente e radicalmente con la maturazione.

Aldeidi, esteri, precursori, tutto è in trasformazione olfattiva, così come al gusto il tannino nei rossi può essere riconosciuto per alcune qualità, ma non ancora giudicato in assoluto. Supponendo di limitare il discorso delle Anteprime ai soli vini che entrano in commercio nell’anno, si otterrebbe un notevole alleggerimento del numero di campioni da degustare. Ma questo numero sarebbe comunque sempre alto e tale da non consentire ai giornalisti di alzare la testa dal banco di assaggio per rendersi conto di com’è fatto il territorio nel quale nasce quel vino o di quale  faccia abbia il produttore di quella etichetta.

Una specie di allevamento intensivo dove gli assaggiatori sono chiusi in batterie e obbligati a chinare la testa sul tavolo per tutta la giornata senza vedere la luce del sole.

C’è chi è contento di questo sistema e speriamo che le sue ragioni siano valide. Intanto  a Bordeaux, dove l’uso dell’en primeur è sviluppato da centinaia di anni, ma per motivi ben diversi, e dove la tecnica di assaggio ha regole ben precise, continuano a guardarci con sufficienza, come quando ci vedono passare dalla mania della barrique degli anni ‘90, utilizzata anche per il cappuccino della mattina, alla attuale demonizzazione del legno come se i più importanti vini del mondo fossero vinificati in acciaio.

Vernaccia di San Gimignano

14 Febbraio 2018

Anteprime Vernaccia di San Gimignano, la degustazione. In alto: vecchie bottiglie alla Rocca San Gimignano

Detto questo, ecco qualche veloce e ristretta considerazione sulla degustazione all’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano 2018. Veloce e ristretta non per mia volontà, ma a causa di un sommelier pasticcione che mi ha provocato dubbi fino alla fine sul corretto abbinamento tra numero e vino. Ho dovuto perdere molto tempo per controllare e per rifare alcune verifiche,  ma alla fine ho escluso qualche commento che non mi sembrava coerente con la storia del vino. Nel dubbio, meglio non pronunciarsi.

Per il resto è stata una delle migliori Anteprime della Vernaccia in termini organizzativi (gli altri giornalisti non hanno riscontrato problemi di servizio) e in termini di interesse per i risultati.

La vituperata annata 2017, con tutti i suoi problemi di siccità estiva, si è rivelata inaspettatamente  portatrice di molti esemplari di grande sapidità e freschezza unite a una polpa fruttata dinamica e slanciata.

Il 2016 vede in campo le Riserve, oltre ad alcune selezioni e qualche “annata”. Vini interessanti, in linea con l’andamento stagionale, ma qualcosa di ancora non chiaro si manifesta ogni tanto, come certe sensazioni di sovramaturazione e di eccessivo impiego del legno per fortuna limitate a pochi campioni. Cose destinate in parte ad essere riassorbite, ma per ora resta un dubbio e  ci sarà bisogno di un confronto successivo, che forse già al Vinitaly si potrà fare.

Quello che è certo è che la Vernaccia di San Gimignano ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per diventare uno dei vini bianchi di riferimento nel panorama enologico italiano. Ogni anno sono sempre più numerosi i produttori che dimostrano questa tendenza.

Rocca San Gimignano i diversi suoli

Purtroppo accanto a questo nutrito gruppo in espansione rimane uno zoccolo duro di produttori che affrontano il mercato con uno spirito che a mio parere è del tutto remissivo. Si tratta di vini sempre corretti, puliti e senza difetti evidenti, ma anche privi del minimo accenno  di anima, realizzati tanto per fare numero e forse destinati proprio ai numeri, ai grandi numeri della GDO attenta solo al ribasso dei prezzi.

Vini nei quali si percepisce un’ottima base, una bella materia  che però resta compressa come una statua nel marmo sotto i colpi di scalpello di uno scultore senza idee. Il grosso problema è che per uscire da questo limbo occorrerebbero delle doti che nel nostro Paese sono appannaggio solo di pochi produttori illuminati: conoscenza delle dinamiche dei mercati, disponibilità ad adottare azioni di marketing e comunicazione efficaci e moderne e per ultimo, ma primo in ordine di importanza, una ottima capacità di assaggio e perfetta conoscenza dei vini dei competitor di riferimento.

Il tutto condito dal proposito di non trincerarsi dietro la scusa del costo di queste operazioni, perché con umiltà e volontà si possono ottenere ottimi risultati con molti meno esborsi di quanto si pensi.

La Degustazione

Vernaccia di San Gimignano 2017

Casa alle Vacche

Profumi in formazione con  floreale ginestra e uvaspina. In bocca è sapido fresco con bella dinamica. 85

Casa alle Vacche  I Macchioni 

Profilo olfattivo già complesso e fresco di fiori e frutta gialla melone mango. Attacco morbido con bella struttura denso ma sapido e fresco di bella presa succoso molto lungo il finale 89

Cesani 

Bottiglia con qualche precipitazione tartarica. Il profumo è ancora vinoso di mosto e uva fresca ma al palato mostra una bella tensione acida e grande sapidità con frutto succoso. Buono in prospettiva  88?

Fontaleoni 

Profumo molto sottile di erbe di campo e frutta bianca pera pesca. Buona freschezza ma al palato è piuttosto semplice e si perde un po’ nel finale 83

Fornacelle 

Profumo di frutto molto maturo albicocca e susina. Bocca piuttosto grassa larga con frutto maturo ma non priva di scatto. 83

Guicciardini Strozzi – Titolato Strozzi (campione atto a divenire)

Fiori bianchi e note agrumate di limone. Profumi fermentativi che ricordano il gelsomino e la fresia. Al palato è denso e fruttato con discreta freschezza e sapidità, buona materia e finale soddisfacente. 88

Il Colombaio di Santa Chiara – Selvabianca (campione atto a divenire)

Profumo ancora in via di definizione. Colore opaco con lieviti e sospensioni. Nonostante questo i sentori agrumati e di frutto giallo fresco sono molto intensi e molto avvertibili anche in bocca. Il profilo parla di una leggiadra struttura  con frutto presente  reso molto vibrante da sapidità e freschezza, finale lungo. Lascia prevedere un bello sviluppo. 90/92

Il Lebbio 

Profumo ancora acerbo e vegetale di macchia. In bocca è piuttosto equilibrato e tonico, ma senza grande slancio. 81

La Lastra 

Profumo ancora incerto, ma si intravede un fruttato maturo con leggero fondo di nocciola. Palato morbido fruttato grasso  contrastato da sapidità e con freschezza acida a bilanciare il sorso.  84

Massimo Daldin (campione atto a divenire)

Profumo ancora poco definito floreale giallo e agrumato. In bocca ha  polpa fruttata densa e buona sapidità finale  con ricordo di mandorla amara. Ha prospettive per diventare un bel vino. 88?

Massimo Daldin – Vigna in Fiore (campione atto a divenire) 

Profumo molto centrato su fiori e erbe con leggero richiamo amarognolo e tostato. In bocca ha ancora nota vanigliata e legnosa.  86? 

Panizzi 

Profumo già piacevole di frutto bianco fresco con agrumi e menta. In bocca è solido con buona polpa fruttata fresca e anche se il profilo non è complesso ha grande piacevolezza di beva. 87

San Quirico (campione atto a divenire)

Profumi già ben delineati, fanno presagire un bello spettro olfattivo floreale e fruttato. Bella sapidità e polpa succosa, ottima presa in bocca con finale lungo. 92

Signano 

Molto bene al naso, anche se prevalgono i sentori vegetali. Bocca sapida e  fresca che invita a bere. 85

Signano Poggiarelli

Profumo fragrante floreale e frutta bianca. Bocca con frutto maturo di buona sapidità  ha una bella eleganza. 87

Teruzzi Isola Bianca

Profumo intenso di fiori, leggero smalto fermentativo. Piuttosto magro e di poca presa, centro bocca si svuota, ma recupera nel finale di buona  lunghezza. 80

Vernaccia di San Gimignano 2016 e altre annate

Casale Falchini Ab Vinea Doni 2016

Frutto bianco maturo con note amarognole di mandorla. Ha molto calore alcolico, compensato da una certa sapidità, ma nel complesso è piuttosto statico. 82

Fontaleoni Casanuova 2016

Il naso non è esplosivo ma ha un bel bouquet di fiori bianchi freschi. Il palato è di buona eleganza e si sviluppa bene su frutto bianco maturo. Ha precisione e freschezza, anche se non è molto materico. 87

Fontaleoni Riserva 2015

Naso  floreale e frutto bianco dolce maturo, palato piuttosto largo e ancora poco dinamico con note di caramella di orzo. Potrebbe acquistare carattere con l’invecchiamento. 86?

Il Colombaio di Santa Chiara Campo della Pieve 2016

Profumo che fa presagire buona complessità, intrigante ha frutta gialla pesche mimosa. In bocca ha buona polpa fruttata sostenuta da tonicità  sapida e freschezza con finale polposo e lungo. 94

Il Colombaio di Santa Chiara Riserva L’Albereta 2015

Buon fruttato giallo con note di tostatura del rovere. Bocca di buono spessore con frutto nota alcolica evidente ma  sostenuta da vena sapida. Finale lungo. 88

Montenidoli Tradizionale 2016

Orzo, erba secca, con una nota di bacon che si ripete al palato e rimanda a coriandolo spezie pepe. Queste caratteristiche unite a una grande sapidità  la rendono molto intrigante per gli amanti del genere anche tenendo conto che i vini di Elisabetta Fagioli sono destinati a una lunga vita. 89?

Montenidoli Fiore 2015

Bel vino con profumi fruttati e floreali, leggera caramella di orzo, palato molto deciso concreto ed elegante con finale lungo 92

Montenidoli Carato 2012

Frutto giallo su rovere ben integrato caramella di orzo e fiori secchi. Bocca molto dinamica sapida calda con richiami di orzo e frutta secca. 89

Mormoraia Ostrea 2016 (campione atto a divenire)

Profumo non ancora definito, leggera nota floreale che si ripete anche in bocca. Fresco sapido ma di non grande struttura e complessità. 85

Panizzi Vigna Santa Margherita 2016

Note floreali e di erbe aromatiche menta in bocca ha una bella dinamica scattante di medio peso ma con profumi intensi e lunghi. 91

Teruzzi Sant’Elena 2016

Profumo di erbe aromatiche e foglie sambuco. In bocca è vigoroso ripete il frutto ma non coinvolge più di tanto riducendosi nel finale. 83

Paolo Valdastri