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Il pizzaiolo partenopeo Gino Sorbillo, simbolo della mediterraneità nel mondo, sceglie la birra made in Italy Nastro Azzurro

Nastro Azzurro e Gino Sorbillo, personaggio simbolo della pizza napoletana, si sono uniti per dar vita al progetto di Nastro Azzurro sulla pizza di qualità che valorizzi il Made in Italy

Nastro Azzurro, la birra mediterranea per eccellenza, e Gino Sorbillo, personaggio simbolo della mediterraneità e del prodotto italiano più conosciuto al mondo, la pizza napoletana, si sono uniti per dar vita al progetto di Nastro Azzurro sulla pizza di qualità che valorizzi il Made in Italy, il valore della materia prima e il saper fare che è proprio del Bel Paese, che Sorbillo incarna alla perfezione

«È forte il legame che ho con Nastro Azzurro. Si tratta di un ricordo che parte dall’infanzia, da quando nella pizzeria di famiglia ammiravo gli specchi, le tabelle e quel marchio Nastro Azzurro era anche presente nelle foto dei parenti che lavoravano all’estero: pazzesco!» continua «È stata grande l’emozione quando Nastro Azzurro ha scelto me per sposare la mediterraneità, perché questa birra per me è casa ma è soprattutto qualità.

Quando hai fatto del tuo meglio per ottenere una buona pizza devi abbinare una buona birra: per me è Nastro Azzurro per la sua freschezza, la sua bevibilità e la mediterraneità, appunto» e prosegue «All’inizio della mia carriera, quando ero poco più che ragazzo, andavo a prendere con la vespa una o due casse di Nastro e le portavo in pizzeria e quando, nel ‘95/’96, il lavoro era tanto ma non potevamo permetterci molti dipendenti, io lavoravo di continuo, facevo le pizze e le cuocevo senza sosta e, verso mezzanotte, mi sedevo proprio sulle casse di Nastro Azzurro per riposarmi; è familiare per la mia tradizione, come lo è il mio banco della pizza, il forno… ecco, tra le cose che caratterizzano la pizzeria c’è anche Nastro Azzurro, che poi è stata da sempre la birra delle pizzerie» e conclude «la collego alla trasparenza, al vivere quotidiano. Nastro è un’identità, un’emozione e poi, davvero, con la pizza… è la morte sua!».

Il grande pregio del lavoro di Gino Sorbillo è quello di partire da una forte e longeva tradizione dell’arte della pizza, valore fortemente radicato nella città di Napoli, che gli consente di conoscere bene e utilizzare al meglio gli ingredienti classici, selezionando le materie prime migliori e, allo stesso tempo, di essere all’avanguardia lavorando continuamente sul menù, scoprendo nuovi prodotti, ascoltando le richieste di un pubblico certamente più evoluto, raffinando costantemente la tecnica e sperimentando con grande lungimiranza.

La Nastro Azzurro nasce, nel 1963, come la birra premium di Birra Peroni, società sorta nel 1846 a Vigevano - nel Regno dei Savoia – dove Francesco Peroni aveva avviato il suo primo birrificio. È nel secolo scorso, durante il boom economico, che l’Italia vede un’impennata dei consumi birrari: la produzione nazionale, infatti, passa dai 350.000 ettolitri dell’immediato dopoguerra, agli oltre 3 milioni e mezzo in pochi anni.

Proprio allora, per differenziarsi dalla comune “bionda”, arriva sul mercato una nuova scelta “per chi vuole una birra speciale”. Una birra che scardinasse la tradizione birraria tedesca, fatta di birre pesanti e difficilmente bevibili. Nastro Azzurro, invece, doveva avere un contenuto alcolico piuttosto importante e, contemporaneamente che fosse estremamente bevibile, un prodotto che si accoppiasse perfettamente con il cibo il clima e lo stile di vita mediterraneo. Una birra unica dal colore chiaro con l’ambizione di associarla allo champagne.

L’icona del “nastro azzurro”, presente dalla nascita, deriva dal premio omonimo conferito, nel 1933, alla nave passeggeri con il record di velocità media di attraversamento dell’Atlantico e celebra il primato dell’Italianissima Nave Rex, unico transatlantico al mondo in grado di percorrere tale viaggio.

Nastro Azzurro instaura da subito un nesso immediato con il mare, la natura, la vita all’aria aperta, e con gli aspetti di solarità e positività tipicamente italiani e mediterranei, che ancora oggi la caratterizzano.

Il suo sapore è inconfondibile: un deciso aroma di luppolo con un gusto secco, fragrante, rinfrescante e dissetante, il gusto che si abbina alla perfezione al clima del Bel Paese e, da sempre, la birra ideale per accompagnare una pizza di alta qualità.

A cura di Ezio Zigliani

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