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Da 120 anni, con grande passione e straordinari risultati, la Famiglia Nonino si dedica alla magica arte della distillazione

Oggi l’Azienda “Nonino” produce più di 900.000 bottiglie, suddivise nella varie linee: “Grappe”, “ÙE”, “Frut”, “Amaro e Liquori” e “Gioiello”
Da 120 anni, con grande passione e straordinari risultati, la Famiglia Nonino si dedica alla magica arte della distillazione

Francesca Bardelli Nonino e Giorgio Dracopulos. Foto di Giorgio Dracopulos

Il termine “distillazione” etimologicamente significa “separazione goccia a goccia”. La “distillazione” è un procedimento antichissimo (si narra fosse già noto addirittura agli Egiziani) che viene utilizzato per separare “sistemi omogenei di composizione” (sostanze pure), da una miscela eterogenea, sfruttando la differenza dei punti di ebollizione specifici delle sostanze stesse.

Anche se esistono tracce più antiche, la “distillazione” (come la conosciamo oggi), per la produzione di bevande alcoliche, è stata introdotta nell’Europa Medievale nel XII Secolo a seguito della traduzione, dall’Arabo, di alcuni trattati chimici. Arabi e Persiani usavano già tali tecniche, a partire dal VIII Secolo d.C., per produrre alcool puro.

Un’antichissima ricetta del 1200 così recita: “Mescolando vino fortissimo e puro, con tre parti di sale e riscaldando, in recipienti adatti allo scopo, si ottiene un’acqua infiammabile”.

In Italia il primo testo conosciuto, che ha trattato scientificamente e tecnologicamente la produzione del distillato di vino, è il “De Conficienda Aqua Vitae”, scritto dal medico, umanista, scienziato e scrittore fecondissimo Giovanni Michele Savonarola (Padova, 1385 - Ferrara, 1468). Una curiosità: era il prozio del Frate Domenicano Girolamo Savonarola impiccato e bruciato sul rogo, il 23 Maggio 1498, come “eretico scismatico e per aver predicato cose nuove”.

Erano Secoli in cui l’ “acqua vitae” (acqua di vita) era utilizzata principalmente per uso medico. Successivamente, nelle campagne, iniziò a essere usata, dai braccianti, anche per riscaldarsi nella stagione fredda.

Il termine “grappa” deriva dal fatto che, nei territori Lombardi e limitrofi, si chiama “grapa” il raspo dell’uva.

La produzione di “grappa” (acquavite estratta dalla buccia dell’uva comprensiva dei vinaccioli, ovvero i semi, la  “vinaccia”, prodotta e vinificata esclusivamente in Italia) veniva inizialmente effettuata tramite alambicchi a bagnomaria o a fuoco diretto, con un metodo artigianale discontinuo (in batch), che prevede il carico della miscela, da trattare nell’apparecchiatura, prima di iniziare il processo di distillazione.

Ma è alla fine del 1700 che in Italia si sviluppò la “distillazione moderna” con l’introduzione della “distillazione a vapore”.

La classificazione della Grappa avviene anche attraverso il tipo di lavorazione e di affinamento.

Il processo di “distillazione” si attua attraverso un antico apparecchio denominato “alambicco”.

Etimologicamente deriva dall'Arabo “al-’ambiq” (distillare), e dal Greco “αμβιξ” (ambix, tazza), attraverso il Latino Medievale “alembicus” dal Francese antico “alambic”.

L’Alambicco è composto da una caldaia collegata, attraverso un tubo, a una serpentina di raffreddamento, alla fine della quale esce il distillato desiderato.

La storia che vi voglio raccontare inizia con Orazio Nonino.

Orazio era un bracciante agricolo Friulano che, come unica ricchezza, possedeva un alambicco montato su ruote. Le vinacce allora erano considerate un prodotto di scarto, senza valore. Orazio, finito il lavoro nei campi, si recava, con il suo alambicco, presso le abitazioni dei contadini e si metteva a produrre per loro la grappa.

Nel 1879, Orazio Nonino, visto l’aumento delle richieste della sua grappa, decise di cessare questo suo lavoro itinerante e aprì una piccola sede fissa alla sua attività di produttore artigianale di grappa. La Località scelta fu una Frazione nel Comune di Pavia di Udine: Rochi di Percoto.

Anche i figli di Orazio seguirono le orme del padre nell’attività, e, nel 1928, Antonio Nonino, dopo essersi sposato con Silvia, decise di ampliare l’Azienda, che intanto aveva affiancato alla distillazione una piccola rivendita/osteria.

Nel 1933, tra le molte, nuove e valide regole stabilite, in campo agroalimentare, dal Governo Mussolini (tutt’oggi in vigore) fu istituito d’imbottigliare la grappa con regolare etichetta e sigillo di Stato. Fino a quel momento la grappa veniva venduta sfusa. Proprio in questa fase nacque anche la “Prima Etichetta Nonino” raffigurante il “Fogolâr Furlan” (Focolare Friulano). L’immagine è ancora in uso sull’Etichetta della “Grappa Tradizione”.

Oggi il Marchio dell’Azienda riporta l’antico simbolo degli alcoli nel Medioevo.

Negli agli Anni Sessanta la Grappa era ancora un prodotto non ancora sbocciato, purtroppo non veniva considerata per il suo grande valore intrinseco.

Ma qualcosa stava per rivoluzionare il mondo della Grappa.

La grande passione e la ferrea volontà di Benito Nonino e di sua moglie Giannola Bulfoni, una bella e intraprendente signora, portarono, alla fine del 1973, i Nonino ha “inventare” e registrare una idea tanto semplice quanto mai venuta in mente a nessuno: Distillare la Grappa non da un miscuglio indifferenziato di Vinacce, ma da ogni singolo Vitigno (Monovitigno Nonino).

Nacque così la tecnica e la filosofia che elevò la Grappa a distillato di pregio e che a tutt’oggi fa della “Nonino” un Marchio famoso nel Mondo.

La prima Uva selezionata fu quella proveniente da un Vitigno Autoctono, a bacca bianca, conosciuto in tutto il Mondo per le sue eccezionali prerogative: il Picolit.

Nel 1975, a conferma della passione della volontà di questa Famiglia nella difesa degli immortali e più sinceri valori delle biodiversità del Territorio, venne istituito il “Premio Nonino Risit d’Aur” (barbatella d’oro) con lo scopo di stimolare e diffondere la conoscenza degli antichi vitigni autoctoni Friulani.

Nel 1977 questo Premio venne affiancato dal “Premio Nonino di Letteratura” e, nel 1984, infine, si è completato con la Sezione Internazionale.

Nel Novembre del 1984 c’è stato un altro innovativo salto di qualità, la Distilleria Nonino ha creato l’Acquavite d’Uva (ÙE Picolit), distillando l’uva intera.

Nel 1989 la Famiglia Nonino, Benito, la moglie Giannola e le tre splendide figlie  Cristina, Antonella ed Elisabetta, per garantire all’Azienda una produzione di altissima qualità, hanno impiantato, nel non lontano territorio del piccolo Comune di Buttrio, sempre in Provincia di Udine, 40 ettari di vigneti sperimentali, con Vitigni di Picolit, Ribolla Gialla, Fragolino, Schioppettino, Merlot e Moscato.

Il 2 Giugno 1998, l’allora Presidente della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro, ha concesso a Giannola Bulfoni Nonino la più alta onorificenza nominandola “Cavaliere del Lavoro”. Un meritatissimo riconoscimento per il grande impegno che ha trasformato un prodotto come la Grappa di qualità “da Cenerentola a Regina del Mercato”.

Nell’Aprile del 2000 le tre straordinarie sorelle, Cristina, Antonella ed Elisabetta, dopo anni di accurati studi, hanno creato “Gioiello”, l’acquavite ottenuta dalla distillazione del solo miele in tutte le se varietà di gusti. Una produzione preziosa e limitata strettamente condizionata dalla qualità del miele che deve assolutamente provenire da ambienti ecologicamente puri.

Negli ultimi decenni sono arrivati alla “Nonino” una mare di super importanti riconoscimenti e premi da tutto il Mondo.

Oggi le “Distillerie Nonino” sono composte da 5 Distillerie Artigianali che convivono sotto lo stesso tetto, con 12 alambicchi ciascuna, in rame (rivestiti di legno), una per ogni membro della Famiglia (babbo, mamma e tre figlie). Poi, in segno della continuità Familiare nell’arte artigianale della distillazione, ci sono altri otto alambicchi, uno per ogni nipote (sette femmine e un maschio).

Tutta la lavorazione avviene nel rispetto della Tradizione e dei ritmi dell’Artigianalità. Assolutamente non viene utilizzato nessun tipo di colorante, qualità e genuinità sono la loro priorità.

Le “Grappe Nonino Invecchiate” e le “Riserve” stagionano, naturalmente e per un minimo di 12 mesi, nei 5 fascinosi Magazzini, in 2015 piccole botti e barriques di legni diversi e pregiati, sotto sigillo e sorveglianza permanente dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La Famiglia Nonino si occupa in prima persona dell’acquisto di tutte le materie prime, esclusivamente fresche, selezionando solo le migliori.

Ho avuto il grande piacere di passare del tempo ad ascoltare, con grande ammirazione, una fantastica, bellissima e preparatissima Francesca Bardelli Nonino, la Figlia più piccola di Cristina, che mi ha illustrato e fatto assaggiare, per la felicità del mio palato e del mio spirito, alcune delle infinite possibilità di abbinamento dei loro prodotti nel fantasmagorico mondo dei cocktail e degli aperitivi.

Oggi l’Azienda “Nonino” produce più di 900.000 bottiglie, suddivise nella varie linee: “Grappe”, “ÙE”, “Frut”, “Amaro e Liquori” e la già citata “Gioiello”.

Proprio in questo Anno 2017, i Nonino festeggiano, una tappa estremamente importante, i 120 anni di attività della loro Azienda con tantissime iniziative.

“Nonino” Distillatori in Friuli, dal 1897 si dedicano, con grande passione e straordinari risultati, alla magica arte della distillazione, dal loro eccezionale lavoro nasce la migliore Grappa del Mondo.

Parafrasando una famosa frase di Napoleone Bonaparte, potrei concludere dicendo: “Niente rende il futuro così roseo come il contemplarlo attraverso un bicchierino di ottima Grappa”.

Giorgio Dracopulos

http://www.grappanonino.it/

https://www.youtube.com/watch?v=2J7c6max1c8

https://www.youtube.com/watch?v=QuxP8ln6wEY

https://www.youtube.com/watch?v=RYhuC5QPIVU

 

 

 

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