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I Vigneti di Ettore

La saggezza dell’esperienza e l’entusiasmo della gioventù
I Vigneti di Ettore

Ettore e Gabriele

Inizio subito col dire che i vini di Ettore Righetti mi sono piaciuti ed hanno meritato l’eccellenza. Partenza con “il botto” per gli assaggi di questa piccola realtà della Valpolicella all’Anteprima Amarone svoltasi alla fine Gennaio a Verona. Partenza con il botto per due vendemmie: la 2013 in anteprima e la 2012 prima vendemmia aziendale. Partenza con il botto e subito nell’eccellenza.

Poi si scopre il perché di tanto botto. Ettore Righetti non è certamente l’ultimo arrivato tra i produttori di Amarone, né è un volto conosciuto avendo ricoperto la carica di Presidente della storica Cantina di Negrar.

Acquisizione di circa cinque ettari di vigneti intorno a Negrar tra cui i poderi Osteria Vecchia ed Arsi, ristrutturazione di un vecchio casale per destinarlo alla cantina dove avvengono tutte le fasi di produzione. E tanta tanta passione nel fare il vino. Pardon, nel fare l’Amarone.

L’Azienda produttrice di uve esiste fin dal lontano 1930 ma è solo dal 2011 che fa vino imbottigliandolo. Inizio di una avventura carica di slancio, dedizione.

Da qualche parte ho letto: “la saggezza dell’esperienza e l’entusiasmo della gioventù”. Sì perché all’esperienza di Ettore, giovane ottantacinquenne, si è aggiunta la passione del nipote Gabriele neo laureato in enologia.

Partiamo dalla comune filosofia. “Dobbiamo governare meglio la crescita dell’Amarone tornando ad un massimo del 30-40% di uve messe a riposo sulla produzione totale. Oggi siamo al 70% e così stiamo perdendo il nostro Valpolicella, ottenuto da uve non appassite, e se questo accadesse sarebbe gravissimo perché è il vino che ci ha portato nel mondo”.

Ed ecco allora che, da suoli calcarei in una delle zone più vocate, Ettore e Gabriele coltivano la tradizione: Rondinella, Corvinone e Corvina ma anche alcune varietà native minori come Molinara, Pelara e Oseleta. Quest’ultime un po’ in disuso negli ultimi tempi.  Per Ettore e Gabriele rappresentano la continuità storica di questi vini; sono quel pizzico in più che donano personalità e autenticità al Valpolicella Classico, Ripasso, Recioto e Amarone.

Questi i due assaggi:

Amarone della Valpolicella Docg 2013.  Corvina, Corvinone e Rondinella. Rubino impenetrabile per questo campione in anteprima. Gira nel calice con ottima consistenza lasciando polialcoli copiosi e fitti. Intense sensazioni di frutti rossi, tabacco e liquirizia. Chiude su nuances di cacao e rabarbaro. Al sorso morbido e caldo ben bilanciato da una buona freschezza e sapidità. Tannini aitanti. Eccellente Voto 91/100

Amarone della Valpolicella Docg 2012. Corvina, Corvinone e Rondinella. Rubino compatto inchiostrato. Naso carismatico improntato a sentori terrosi che aprono ad un ventaglio di spezie orientali. Il palato si presenta robusto, con tannini di ottima fattura, marcata freschezza e sapidità. Il tutto imbrigliato dalla morsa alcolica. Eccellente. Voto 92/100

Facile associare eleganza e finezza a questi vini.

Dominique Lafon un giorno ebbe a dire “ci sono vini che parlano al corpo, altri alla testa”. I vini di Ettore ricoprono il ruolo di Vini da intellettuali.

Urano Cupisti

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