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Edi Simcic

La natura parla a chi la sa ascoltare. L’altro Collio
Edi Simcic

Aleks e signora

“Goriška Brda, un luogo dove si fondono il soave Mediterraneo settentrionale e le Alpi meridionali”.

“A volte i confini tracciano linee che forse possono avere un senso su una carta geopolitica, ma perdono ogni significato una volta che ci si trova sul territorio”. Così scrisse un giornalista qualche tempo fa a proposito del Collio.

Adesso che non esistono più le frontiere tra Slovenia e Italia se non qualche piccolo edificio, un tempo Dogana, con tanto di bandiera a ricordare i limiti nazionali, il Collio orientale è veramente senza limiti di continuità. E di condivisione di vitigni che rimangono su ambo i fronti, orgoglio e identità.

Uno su tutti l’italiana “ribolla gialla” e la slovena “rebula”.

Di fronte ad una descrizione del vino che si ottiene da questo vitigno rimane difficile capire se si tratti di ribolla italiana o rebula slovena. “Profilo aromatica e carattere minerale, sapido. Naso maturo con note di frutta gialla, al palato è turgida, piena, con un lungo retrogusto”.

Mi trovo a Dobrovo, a meno di un chilometro dal confine, in terra slovena, nel Brda (Collio sloveno). La cantina da visitare è quella di Aleks Simcic, il figlio di Edi, il precursore, il fondatore.

La natura parla a chi la sa ascoltare” continuamente ripeteva Edi. Il figlio Aleks precisa: "La brina mattutina ci parla della fugacità e le radici della tenacità. Il sole suscita ricchezza di pensieri relativi all’abbondanza, i chicchi congelati ci ricordano che anche fermarsi e riflettere è importante”.

E pensare che l’uomo era riuscito a dividere quanto la natura aveva dato un senso di unione ad un territorio. Oggi che tutto si è disciolto, il Collio torna a parlare la sua lingua: profondità e unicità.

“Pianifico oggi dove sarò tra 10 anni. Il vino è passione, amore che scalda l’anima e consacra il lavoro”. L’Aleks pensiero, che affida alle proprie etichette rappresentative di momenti ludici, circensi, di festa.

"Quando il mio vino lascia la cantina buia, si rivela a tavola con un nome e una immagine insolita. Fama e prestigio non sono necessari, non ne ha bisogno. Il mio vino deve portare allegria, brillantezza e divenire improvvisamente serio. La vera nobiltà non è mai presuntuosa”.

È facile disegnare il ritratto di una azienda di culto come questa quando si è di fronte ad assaggi riconoscibili per l’attenta precisione esecutiva. La fortuna aziendale è da ricercare nello stile, in quei vini, sia bianchi che rossi, da dimenticare in cantina per ritrovarli, nel tempo, più in forma che mai.

Beli Pinot 2014, Pinot Bianco 100%. Quello con il cane con le ruote. Maturazione 18 mesi in legno di cui botti grandi invecchiate. Bella vivacità floreale, speziature non invadenti, equilibrio nello sviluppo in bocca. Ottimo, voto 88/100

Rebula 2014, Ribolla Gialla 100%. Quella con il cane che suona il tamburo ed ha impressa una corona a ricordare che trattasi di vino di riserva. 18 mesi in legno di cui 11 in barrique. Contrasto aromatico come qualità più convincente. Un bianco goloso e rigoroso meritevole dell’eccellenza. Voto 90/100

Malvazjia 2014. Quella con il cane sul triciclo. Malvasia istriana 100%. L’influenza del Mar Adriatico che arriva fin nell’interno. Maggiormente strutturata dotata di una mineralità tipica dei vigneti di Goriska-Brda. Ottima, voto 89/100

Chardonnay 2013. Quello con il cane equilibrista. Chardonnay 100%. Aggraziato, elegante, persistente questo chardonnay riserva. Un bianco assoluto meritevole dell’eccellenza. Voto 91/100

Kozana 2012. Chardonnay Cru proveniente da una vigna specifica, appunto Kozan. Il pagliaccio fantino su di un calesse trainato da una capra con ruote. Semplicemente sbalorditivo. Eccellente, voto 92/100

Sauvignon 2013. Il cane che suona il sax. Sauvignon Blanc 100%. In questa versione con passaggio in legno il sauvignon esce molto coinvolgente per una bocca avvolta da appagante sapidità. Ottimo, voto 89/100

Kolos 2011. Il pagliaccio con le ruote. Merlot 80%, Cabernet Sauvignon 10%, Cabernet Franc 10%. Oltre i 40 mesi in botti nuove. Preparato per durare oltre 15 anni. “ Dieci anni fa una cosa del genere era solo un sogno”. Così mi è stato presentato. Così l’ho giudicato: eccellente, voto 93/100.

I cambiamenti sono l’unica costante tramandata di generazione in generazione. I sentimenti devono lasciare il posto alla ragione.

È ormai giunto il tempo di questa nuova realtà in cui credere: Collio terra di rossi.

Da loro pretendiamo maturità e longevità. Del resto i vigneti di Goriska Brda lo consentono.

Urano Cupisti

 

Nelle foto, dall'alto:

Goriska-Brda, il collio sloveno

La barriccaia


Edi Simcic

Vipolze 39°

5212 Dobrovo (SL)

Tel: +386 5 395 91 73

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