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Arrighi nell’Elba

Viticoltore che ha riscoperto le giare da vino in terracotta

“La cultura del vino nelle piccole isole dei nostri mari, di antica tradizione, si tramanda da generazioni”.

Ha inizio così la chiacchierata con Antonio Arrighi durante l’Anteprima dei Consorzi toscani. “Nell’Isola d’Elba è più remunerativo coltivare appartamenti che vigneti visto lo sviluppo turistico di questi ultimi anni. Ma quando uno è nato e vive da generazioni su un’isola che ha alle spalle una tradizione vitivinicola che si perde nella notte dei tempi, fare vino lo sente come una missione. Ed allora pensare ad un vitigno da impiantare, preceduto da sperimentazioni, studi, prove, diventa l’avventura che si ripete e non ti fa pensare ad altro se non al risultato di un nuovo vino”.

Benvenuti nell’isola di ferro, argilla e sole. Benvenuti a degustare i vini di Antonio Arrighi, uno dei manutentori del territorio elbano.

6 ettari vitati rivolti ad oriente con alle spalle la baia di Porto Azzurro. Nei terreni argillo-ferrosi che guardano sud-est troviamo filari di vitigni autoctoni a bacca bianca come Procanico, Ansonica, Biancone e Riminese (il vermentino elbano). Anche i rossi come Sangioveto (il sangiovese isolano), Tintiglia e il celebrato Aleatico. Non mancano gli alloctoni frutto di sperimentazioni decennali come Chardonnay, Incrocio Manzoni, Viognier, Syrah, Sagrantino e Tempranillo. Dalle loro uve si ricavano 8 vini per un totale di 27.000 bottiglie annue.

Recentemente Antonio Arrighi ha concretizzato tutta una serie di studi, esperimenti, test per fare vino con una pratica antica utilizzata sull’isola: affinare i vini in anfore di terracotta. Niente nasce per caso.

Studi particolari sulla cessione di metalli pesanti, la capacità d’isolamento termico, la porosità che permetta una intensa ossigenazione e maturazione ottimale. Tradizione arcaica rivisitata da studi innovativi ed il vino diventa ancor più un’avventura interessante.

I miei assaggi in anfora:

V.I.P. 2016 Viognier 100% Anfora. VIP significa Viognier in Purezza. Paglierino con sfumature verdoline. Olfatto concentrato sui frutti mediterranei con evidenti aromi di crema di limone e bergamotto. Al palato fresco con velatura sapida sorretto da una buona alcolicità e sostanza glicerica. Gradevole ritorno fruttato. Buono. Voto 86/100

Tresse Rosso Igt 2012. Anfora. Sangioveto, Syrah e Sagrantino. Rubino cupo con accenni granati. Buona consistenza con rilascio di glicerine sulla parete del calice. Olfatto complesso che va dai floreali maturi come peonie e viole al fruttato di piccoli frutti. Al palato caldo e tannico. Ottimo. Voto 87/100

Antonio Arrighi ha un carattere generoso e spontaneo. Nessun mezzi termini, dritto alle sue convinzioni. Sicuramente diverso dagli altri produttori elbani. Per lui è la ricerca, la sperimentazione e lo studio, il futuro dei vini isolani.

Non la richiesta ma la proposta, una maturazione ideale da leader.

Urano Cupisti

 

 

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