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Arba Wine

La vinery kazaka

“Scopri il vino Arba, situato nella valle dell’Assa, a 1000 metri sul livello del mare ad est di Almaty, circondato dai monti Tian-Shan”.

Questa scritta campeggiava al 2° piano del Tòr Löwengang, durante l’ultima edizione di Summa, l’evento di Alois Lageder. E non poteva che incuriosire perché posta al centro di meravigliose foto di alte montagne innevate, rigogliose vigne immortalate nel periodo primaverile e autunnale, caleidoscopio di colori fantastici, magici.

Inevitabile l’essere attratto da quei richiami fotografici. Inevitabile farsi guidare dal fondatore e responsabile dell’Arba Wine, Prof. Kakimzhanov Zeinulla,  in un percorso di Storia e Rinascita.

Capisci da subito e ne rimani profondamente impressionato dalla conoscenza dei mercati internazionali e dalla voglia di conquistare un posto importante e prestigioso raggiungendo un alto livello nel panorama internazionale sia con la produzione dei vitigni “internazionali” che tradizionali.

La Storia. Vinificazioni di massa e quantità durante il regime sovietico indirizzata al consumo nel “grande bacino comune”; coltivazioni di solo vitigni autoctoni  come Saperavi e Rkaziteli.

La Rinascita. Negli anni 2000 convertire 52 ettari di vigneti con i migliori cloni di “internazionali” come Riesling, Chardonnay, Cabernet  Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Malbec, Syrah, Pinot Noir e iniziare la produzione, con i classici chardonnay e pinot noir, dello spumante metodo classico.

La nota più interessante è stata quando il Prof. Kakimzhanov Zeinulla mi ha ricordato le sue “aspirazioni” all’inizio della “rinascita” e ha fatto i nomi dei tecnici che hanno e partecipano tutt’ora al progetto: tutti italiani. Il Prof. Mario Fregoni, il Dott. Donato Lanati ed altri collaboratori. La collaborazione con l’Istituto Enois Meraviglia e delle aziende come la celebre costruttrice di botti Garbellotto.

“I nostri vigneti sono situati vicini al villaggio di Karakemer, in una zona unica dove storicamente l’uva è stata presente fin dagli anni prima di Cristo. Gli esperti italiani invitati al progetto di rinascita hanno sondato i terreni, scegliendo i migliori cloni da allevare, creando un angolo di viticoltura italiana nel profondo Kazakistan”.

Feci notare che al sottoscritto risultasse, in quei territori, estati molto calde e inverni freddissimi con continue gelate. Il Prof sorrise.

“È vero. Tant’è che l’umidità presente mitiga durante le notti estive il caldo diurno in attesa delle prime piogge che precedono la vendemmia. Contro le gelate prepariamo le vigne a sopportarle con un lavoro meticoloso proteggendole con terrapieni che impediscano l’impatto dei freddi venti dell’est”.

“ La nostra viticoltura è interessante perché ha tutte le indicazioni per essere considerata viticoltura da montagna. Altra rarità è data dall’essere la più grande zona non innestata al mondo”.

Questi i miei assaggi confrontandomi  con il Prof:

Ak Arba Riesling Reserve 2014. Mi ha colpito la sua consistenza oleosa e i sentori olfattivi di frutta gialla matura. Al palato l’equilibrio è stato raggiunto per il supporto dei polialcoli. Media persistenza. Ottimo voto 88/100

Ak Arba Kazakh Riesling 2013. Mi aspettavo qualcosa in più, vuoi per la vendemmia vuoi per l’anno in più in bottiglia. Ottimo vino senza entusiasmare. Voto 87/10

Sary Arba Rkatsiteli 2014. Ancora un bianco dal fascino orientale. Sarà perché tutti i Rkatsiteli (Georgia, Armenia) mi hanno da sempre intrigato per la loro accentuata diversità. Il ricco sapore di frutta li contraddistingue e questo kazako ancora di più. Lo ammetto: sono di parte. Ottimo voto 89/100

Lagyl Arba Saperavi 2013. Il primo rosso del successivo trittico. Quello dall’inconfondibile retrogusto dolce tipico di questo vino. Buono, voto 86/100

Pino Arba Pinot Noir 2014. Ancora tanta strada deve fare questo Pinot noir per poter essere incluso tra i “grandi”. Direi più adatto alla spumantizzazione. Buono voto 84/100

Saperavi Riserva 2014. Decisamente migliore del precedente Saperavi.  La versione riserva lo ha reso vino pronto ad invecchiare. Ottimo voto 88/100

“Fin dal principio della rinascita è stato, da subito, molto chiaro che il vino di qualità non era possibile produrlo senza le dovute conoscenze profonde delle viticolture francesi ed italiane. Siamo stati fortunati nelle scelte di unire la nostra volontà con l’apprendimento degli specialisti italiani che hanno trovato, in quest’angolo del Kazakhstan, un terroir, ambiente, clima e natura favorevoli al Grande Progetto di Rinascita”. Prof. Kakimzhanov Zeinulla.

Urano Cupisti

 

Nelle foto, dall'alto:

Il Prof. Zeinulla Kakimzhanov

La barriccaia

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